Vaccinare o non vaccinare?

Indicazioni e consigli  per i genitori
Il primo tentativo di vaccinazione risale al 1796 ad opera dello scienziato Edward Jenner contro il vaiolo. Da quella data storica la pratica delle vaccinazioni ha permesso di prevenire malattie che per la gravità delle loro complicanze, difficoltà di cura o alto numero di individui affetti, risultavano temibili per l’umanità. Le vaccinazioni di massa permettono non solo di prevenire la malattia nei vaccinati ma anche di eradicare tali malattie come è avvenuto per il vaiolo, per il quale oggi non è più necessaria la vaccinazione. Nei Paesi industrializzati malattie come tetano, difterite o poliomielite sono pressoché scomparse e grazie alle vaccinazioni si stima che la popolazione mondiale eviti annualmente 2,7 milioni di morti per morbillo, tetano neonatale o pertosse e 200.000 paralisi da poliomielite. In Italia esistono vaccinazioni obbligatorie e vaccinazioni consigliate ma volontarie. Le vaccinazioni obbligatorie sono tetano, difterite, poliomielite, epatite B; tali vaccini vengono somministrati in tre dosi durante il primo anno di vita e successivamente sono previsti richiami per la polio a 3 anni e per tetano e difterite a 6 anni. Le vaccinazioni volontarie sono eseguite gratuitamente presso i Centri di igiene e sanità pubblica dopo specifica richiesta dei genitori.
I vaccini volontari sono per haemophylus influenzae, pertosse, pneumococco, morbillo, rosolia, parotite, meningococco, influenza.
Taluni genitori, di fronte alla richiesta di confermare una vaccinazione volontaria, sono assaliti da dubbi e timori che la vaccinazione possa determinare gravi effetti collaterali. I moderni vaccini sono sempre più sicuri ed efficaci anche se non si possono escludere effetti collaterali, per lo più di lieve entità, come febbricola, mentre sono eccezionali i problemi più gravi come reazioni anafilattiche, verso le quali il personale sanitario è comunque dotato di adeguate terapie. Per alcuni individui è inoltre possibile il non attecchimento del vaccino e pertanto l’inefficacia della vaccinazione.
Per i giovani con diabete mellito non esistono controindicazioni alle vaccinazioni che anzi sono consigliate per evitare infezioni pericolose che potrebbero determinare  scompensi glicemici.
Le vaccinazioni volontarie consigliate nel primo anno di vita sono per haemophylus influenzae, pertosse, pneumococco. L’haemophylus influenzae è un batterio facilmente isolabile nelle vie aeree superiori di bambini ed adulti e può causare malattie delle vie respiratorie, otiti, meningiti e setticemie. L’haemophylus influenzae prima dell’avvento della vaccinazione era la causa più frequente di meningite tra i bambini europei e nord-americani. La vaccinazione viene eseguita contemporaneamente alle vaccinazioni obbligatorie e generalmente è ben tollerata. La pertosse è una malattia batterica altamente contagiosa, trasmessa per via aerea e potenzialmente mortale nel primo anno di vita . La malattia può durare mesi, ma il primo mese è il più critico e può complicarsi con gravi  malattie polmonari. La vaccinazione è fortemente consigliata, eseguibile contemporaneamente ai vaccini obbligatori e, grazie ai nuovi vaccini, praticamente priva di effetti collaterali. Il pneumococco è un batterio presente in 90 sierotipi, ma di questi solo 7 sono causa di gravi malattie quali meningite, setticemia e malattie delle vie respiratorie. Il pneumococco è attualmente, nei Paesi industrializzati, la causa più frequente di meningite in età pediatrica: è facilmente isolabile nelle vie respiratorie superiori del 20% circa di adulti e bambini sani, si trasmette per via aerea e in condizioni di affollamento e freddo può virulentarsi. Sono a disposizione vaccini sia per bambini che per adolescenti, in grado di inattivare la quasi totalità di sierotipi patogeni e somministrabili contemporaneamente ai vaccini obbligatori. Tra i 15 ed i 18 mesi è consigliata la vaccinazione per morbillo, rosolia e parotite. Il morbillo è una malattia virale altamente contagiosa con febbre alta per una settimana e possibili complicanze alle vie respiratorie e, in taluni casi, encefalite. Non esistono cure specifiche per il virus del morbillo mentre esiste un vaccino efficace che potrebbe portare alla eradicazione della malattia se usato su larga scala. La rosolia è una malattia virale trasmessa per via aerea, caratterizzata da febbricola, ingrossamento delle linfoghiandole retronucali, macchie rosee al tronco e, generalmente, facilmente superabile; tuttavia se contratta da donne in gravidanza determina gravissime ed irreversibili lesioni al feto. Per evitare tale problema è consigliata la vaccinazione di tutti i bambini tra i 15 ed i 18 mesi e delle bambine in età prepuberale non precedentemente vaccinate. La parotite è una malattia virale trasmessa attraverso le secrezioni aeree che colpisce le ghiandole salivari determinandone ingrossamento dolente per 5-7 giorni. La malattia può essere complicata da meningite asettica e, in età adolescenziale-adulta, da orchite. Il meningococco è un batterio che si riscontra nelle vie aeree superiori del 10-30% dei soggetti sani. Il batterio è molto labile e lontano dall’uomo si inattiva rapidamente, tuttavia in particolari condizioni (freddo, affollamento) può virulentarsi e determinare la meningite o la setticemia. Esistono diversi sierotipi di meningococco, ma quelli più diffusi e patogeni sono il B ed il C. In Italia si registrano annualmente 200 casi di meningite da meningococco, di cui il 70% causate dal sierotipo B ed il 24% dal tipo C. Non esiste vaccino per il sierotipo B mentre per il tipo C esistono vaccini con efficacia dell’85% e durata della protezione di 3-5 anni. L’influenza è una malattia infettiva che annualmente colpisce epidemicamente individui di tutte le età ed in particolare i bambini. Si conoscono 3 tipi di virus: A, B, C. I virus dell’influenza si diffondono rapidamente da uomo a uomo per via aerea durante condizioni climatiche di raffreddamento ed affollamento in ambienti chiusi. Le complicanze dell’influenza riguardano prevalentemente le vie respiratorie. Sono disponibili 3 tipi di vaccini: a virus interi, efficaci ma causa di modeste reazioni febbrili in bambini; vaccini split ottenuti da virus disgregati; vaccini a subunità costituiti solo da alcuni componenti del virus. I virus dell’influenza mutano frequentemente la loro struttura e per tale ragione i vaccini vengono costantemente adattati ai nuovi tipi di virus e di conseguenza la vaccinazione deve essere eseguita annualmente.

 

Emilio Bognetti
Centro di Endocrinologia Infantile e  dell’Adolescenza
Università Vita e Salute
H. San Raffaele-Milano