Tutti in gita scolastica!

 Farla o non farla? 
Le paure dei genitori e spesso il perfezionismo dei medici tendono a scoraggiare la partecipazione alle gite scolastiche del bambino o del ragazzo con diabete tipo 1. Sono paure giustificate: il rischio di ipoglicemia in primo luogo, il cibo non controllato, gli orari, le dosi di insulina… Chi decide? Chi controlla? La decisione non è semplice e nell’immediato può essere obbligatoriamente una rinuncia.
Ricordiamoci tuttavia che troppe rinunce sono controproducenti nella vita di chi ha il diabete, poiché porteranno immancabilmente a situazioni di sconforto o anche di ribellione aperta. È sempre meglio adattare qualunque trattamento alla vita del ragazzo per dargli la percezione che la sua vita non ha poi molti più limiti di quella di un coetaneo. Alla fine il risultato non sarà perfetto, ma sicuramente accettabile e, alla lunga, questo modo di fare è l’unico giusto.

 Come preparare una gita? 
Non si può affrontare una gita di una certa durata se non vi sono almeno due condizioni minime come base. In primo luogo il ragazzo deve sapersi controllare da solo, cioè praticare la glicemia estemporanea e somministrarsi la dose di insulina: ciò in genere è bagaglio normale dei ragazzi dai 10-12 anni in su. La seconda condizione è che almeno uno degli adulti che sono col ragazzo sia coinvolto nella gestione del diabete e che sia disposto a sostenere e controllare il ragazzo nelle sue scelte. Tutto ciò sembra banale, tuttavia conosco molti ragazzi che non vogliono assolutamente far conoscere il loro problema a nessuna persona dell’ambito scolastico. Un’altra difficoltà a questo proposito è che non sempre si trovano professori disposti a prendersi un po’ di responsabilità per un ragazzo di questo genere. Una parte di colpa appartiene ai Centri che curano i ragazzi diabetici perché spesso trascurano di coinvolgere la scuola con opuscoli, telefonate, lettere… Basterebbe infatti una modesta conoscenza dei problemi del diabete e un qualunque adulto bene intenzionato potrà sostenere le scelte e l’operato del ragazzo con diabete. Magari qualche giorno prima un genitore o un medico avrà un contatto con questa persona per dirimere qualche suo dubbio e per orientare la sua mente in casi di difficoltà tra poche scelte chiare: ad esempio ridurre o aumentare le dosi di insulina pronta di due unità se la glicemia è sotto un livello stabilito o viceversa sopra un altro livello. Ovviamente il ragazzo e il suo responsabile avranno la possibilità di comunicare telefonicamente per qualche consiglio con un medico e/o un genitore, ma questa deve essere un’idea che genera sicurezza più che una regola di comportamento durante una gita.

 Cosa preparare per una gita? 
Nel bagaglio del ragazzo che va in gita va messa l’insulina che viaggerà in borsetta termica e che avrà bisogno del frigo nei viaggi di più giorni, ma se l’insulina è in forma di tubofiala da usarsi con la penna, la stessa penna proteggerà il farmaco e magari in borsa termica e in frigo andranno solo delle tubofiale di riserva. Un altro presidio da portare ovviamente sono le siringhe, prendendone qualcuna in più e non trascurando di prenderne anche quando si fa uso di penneChi fa uso di penne deve portare con sé quante gliene occorrono non dimenticando gli aghi monousoAnche di questi sarà bene portarne qualcuno in più. Occorreranno poi un apparecchio misuratore della glicemia (meglio anche uno di riserva), pungidito e aghi per il pungidito. Infine bisogna avere una piccola scorta di succhi di frutta per inevitabili ipoglicemie lievi e due dosi di glucagone per improbabili ipoglicemie gravi.

 Come fare le dosi di insulina? 
Qualche giorno prima della gita le dosi vanno discusse col medico il quale potrà consigliare di ridurre qualcosa per diminuire il rischio di ipoglicemia.

 Come comportarsi con la dieta? 
Fare la dieta durante una gita è impossibile e sarebbe enormemente discriminante per il ragazzo. A mio parere è più saggio ottenere da lui/lei che mangi solo ai pasti stabiliti e con moderazione. Se fosse possibile poi nell’ambito dell’organizzazione generale della gita ottenere che la cucina sia equilibrata tutto sarebbe più facile. Per i diabetici che fanno spuntini sarà il caso di fornirsi di snacks non grassi come i crackers o le brioches. Nella gita di un solo giorno il pranzo sarà opportunamente sostituito da un panino con affettati e frutta, secondo i comuni sistemi di scambio: ciò equivale, nei bambini di 7-10 anni ad un panino di 100 grammi, con 3 fette di prosciutto sgrassato, un formaggino e una bevanda in lattina o un succo di frutta (125ml).

 Cosa temere in una gita? 
È abbastanza improbabile che vi siano delle prolungate e importanti iperglicemie poiché in genere il movimento fisico provvede a tenere a bada la glicemia. In tali casi tuttavia basterà eseguire qualche supplemento di insulina rapida (o ultrarapida) nelle quantità pari al 10-20% dell’intera dose giornaliera. Ci saranno sicuramente delle ipoglicemie, ma saranno di facile dominio se la dose di insulina sarà stata ridotta prima di partire e se saranno disponibili i succhi di frutta. Se poi in una gita sfortunata il ragazzo avesse febbre o un altro problema di salute intercorrente gli si può somministrare qualunque farmaco adatto allo scopo.

 I più piccoli non possono fare gite? 
I bambini che non sono autonomi nel praticare l’insulina non possono allontanarsi senza un adulto che provveda responsabilmente a loro. Pertanto o un genitore segue il gruppo in gita oppure il bambino potrà tutt’al più praticare gite non superiori alle 10-12 ore per le quali un diabetologo “coraggioso” può tentare di strutturare anche nei bambini con tre dosi (che sono la stragrande maggioranza) un’unica dose mista di rapida e intermedia che, praticata al mattino, possa coprire il piccolo fino alle ore 18-20, quando tornando a casa potrà praticare una seconda dose comprensiva dell’eventuale correzione ad un’iperglicemia riscontrata. Questo sistema certamente non regolerà perfettamente il bambino, ma credo che in molti casi valga la pena di praticarlo pur di consentire una giornata di allegria e distensione anche ad un bambino con questo pesante problema cronico.

 Quando sconsigliare la gita? 
La gita scolastica è un momento educativo e ricreativo: presenta dei pericoli teorici in qualunque tipo di soggetti e per questo ho sempre apprezzato il coraggio e la dedizione di molti insegnanti che vi partecipano o che ne sono promotori. È evidente che ragazzi dal comportamento azzardato o indisciplinato costituiscono un problema per il gruppo che fa la gita. Se poi un tale tipo di ragazzo fosse anche affetto da diabete credo che la responsabilità di condurlo ad una gita sarebbe troppo ardua per chiunque. Fortunatamente questo genere di ragazzi è abbastanza raro. In genere i ragazzi diabetici assumono in tali circostanze atteggiamenti del tutto positivi di riflessione e responsabilità perché desiderano dimostrare a se stessi, ai genitori  e agli altri di potercela fare, per cui la gita diventa un momento educativo di grande importanza anche per l’accettazione della condizione di diabetico. Non ringrazieremo mai abbastanza gli insegnanti che dando il loro appoggio consentono ai ragazzi diabetici di poter partecipare alle gite scolastiche.

Adriana Franzese
Dipartimento di Pediatria

Università Federico II – Napoli