Report di progetto: risultati conseguiti nel 2009

Il fenomeno dei bambini di strada in Congo
Nella Repubblica Democratica del Congo miseria, povertà diffusa e una situazione di perenne insicurezza – soprattutto nelle province nordorientali, dove continuano massacri e atrocità contro donne, bambini e civili inermi – rappresentano il frutto più amaro di decenni di guerra e di sfruttamento indiscriminato delle risorse. In un paese in cui abbondano oro, diamanti, uranio e coltan – il minerale divenuto indispensabile tanto per l’industria occidentale di telefonia mobile quanto per quella militare – lo Stato non è assolutamente in grado di provvedere ai servizi essenziali per la popolazione, compresi quelli sanitari, sociali, per l’istruzione e la protezione dell’infanzia. Molte famiglie, a causa della guerra e della povertà, sono sfollate verso le città, e in particolare nella capitale Kinshasa, che oggi ospita oltre 10 milioni di persone in quartieri disastrati, privi di servizi di base e con pochissime possibilità di lavoro.
L’estrema povertà e degrado in cui versano molte famiglie congolesi, insieme agli effetti della guerra – 5 milioni di morti dal 1998 ad oggi, la metà dei quali bambini – ha condotto a una crescita esponenziale del fenomeno dei bambini di strada. Agli orfani di guerra, agli ex bambini soldato, o a quelli abbandonati che vivono sulle strade della capitale, si aggiungono ogni giorno altri bambini, anche piccolissimi, cacciati di casa da famiglie non in grado di sfamarli, spesso accusati di stregoneria, sotto l’influsso di predicatori che proliferano nelle baraccopoli. Nella sola capitale Kinshasa, l’UNICEF conta più di 13.800 bambini di strada, che sopravvivono di lavoretti nei mercati, elemosine e piccoli furti, ma spesso anche di prostituzione, attività illegali ed espedienti pericolosi.
I risultati conseguiti dal progetto Nel 2009, i fondi stanziati dall’UNICEF Italia – 571.593 euro, soprattutto grazie ai volontari dei 16 17 comitati locali dell’Emilia Romagna e al contributo di donatori che da lungo tempo sostengono il progetto, come Novo Nordisk – hanno permesso all’UNICEF Congo di consolidare tanto gli interventi di sostegno alle istituzioni del Paese, per migliorare il quadro legislativo e giuridico a protezione dell’infanzia, quanto il supporto a una rete di Ong locali e internazionali che forniscono assistenza diretta ai bambini di strada o a rischio.
L’obiettivo primario dell’UNICEF è il ricongiungimento familiare dei bambini abbandonati o a rischio e, a seconda dell’età, il loro inquadramento scolastico e socio-professionale, funzionale al più generale reinserimento sociale, nonché all’autosufficienza economica nei casi in cui il ricongiungimento familiare non risulti possibile. Grazie alle attività del progetto, nel 2009 più di 36.700 bambini di strada o in condizioni di vulnerabilità sono stati assistiti in tutto il paese dai partner sostenuti dall’UNICEF.
Nella sola capitale Kinshasa, su oltre 13.800 bambini di strada censiti l’UNICEF ne ha raggiunto 11.777 con interventi d’assistenza medica, psicosociale, di reinserimento scolastico o lavorativo, ricongiungendone 861 alle famiglie. Altri 25.000 bambini di strada, orfani o a rischio sono stati assistiti con interventi analoghi nel resto del Paese: tanto nella capitale, quanto nelle altre regioni del Congo, la maggior parte dei bambini è stata assistita direttamente sulla strada, attraverso il lavoro di educatori e unità mobili, altra parte mediante i centri d’accoglienza temporanea, utili come poli d’attrazione, ma non in grado da soli di rispondere al fenomeno di migliaia di bambini in condizioni di rottura familiare.