Prepararsi all’inverno

Conclusasi la stagione estiva ed esauritosi il tempo delle vacanze, si avvicina a grandi passi l’inverno, pur attraverso gli alti e bassi metereologici tipici del periodo autunnale.
Quest’anno l’approssimarsi dell’inverno è visto con una certa apprensione da quelle giovani coppie di genitori, il cui figlio, di appena due anni d’età, soffre da alcuni mesi di diabete. Giusto il tempo di adattarsi a questa nuova realtà e prendere confidenza con la gestione domiciliare dei problemi metabolici, ed ecco che si profilano all’orizzonte i rigori della stagione invernale e con essi le malattie da raffreddamento delle prime vie aeree (raffreddori, faringo-tonsilliti, otiti, tracheo-bronchiti), la cui frequenza subisce una significativa impennata nel periodo autunno-invernale. Per di più, tutti i bambini nei primi due anni di vita sono spesso particolarmente sensibili a questo genere di infezioni, a prescindere dal fatto che abbiano o meno il diabete. Infatti, è bene chiarirlo, non è assolutamente dimostrato che i piccini con diabete siano più esposti dei loro coetanei al rischio delle virosi respiratorie, ma questi episodi intercorrenti possono avere nei «giovanissimi» con diabete un decorso più problematico, giacchè possono comportare qualche squilibrio, più o meno protratto, nel controllo metabolico, in particolare nei casi con febbre e vomito. Nei bambini di età inferiore ai due anni l’appetito è spesso capriccioso e questa loro peculiarità si rende ancora più evidente quando sono infastiditi dal mal di gola o di orecchie, dal naso chiuso o da un rialzo febbrile.
Per questi motivi, prepararsi all’inverno per i genitori di un bambino diabetico molto piccolo significa innanzitutto acquisire dimestichezza nella corretta gestione di situazioni contingenti di questo tipo che possono presentarsi in inverno più frequentemente che in altri periodi dell’anno. È particolarmente importante in queste occasioni il coinvolgimento del pediatra di famiglia, che deve costituire il più naturale interlocutore nella gestione degli episodi acuti intercorrenti.
L’imminenza della stagione invernale deve inoltre rappresentare un’occasione per verificare tempestivamente con il pediatra di famiglia se il calendario delle vaccinazioni sia stato pienamente rispettato e per completare quelle eventualmente mancanti. Ritorna di attualità in questo periodo il tormentone annuale sulla opportunità o meno della vaccinazione anti-influenzale. È importante ribadire che per i bambini con diabete, e in particolare per quelli appartenenti alla fascia d’età compresa fra i sei mesi e i due anni, tale vaccinazione è indicata, non perché i piccoli con diabete siano più indifesi degli altri nei confronti dell’influenza, ma per le ripercussioni sull’equilibrio glicemico che una «brutta» influenza può comportare. La vaccinazione contro l’influenza è efficace e sicura e assume quest’anno una particolare importanza anche per l’allarme influenza dei polli che sta bussando alle nostre porte. Pur non proteggendo direttamente dal virus aviario, il vaccino anti-influenzale ostacola lo scambio di materiale genetico tra il virus dei polli e quello dell’influenza umana, contrastando quindi la nascita di un «supervirus». La vaccinazione anti-influenzale può essere effettuata presso gli uffici vaccinali o presso il pediatra curante secondo modalità che variano da regione a regione. Per i bambini con diabete, così come per tutti quelli con malattie croniche, la vaccinazione è comunque gratuita in tutt’Italia. La sua esecuzione è consigliata tra il 15 ottobre e la fine di novembre, in modo che essa possa fare in tempo a garantire la protezione prima dell’arrivo dell’epidemia, che si verifica solitamente tra dicembre e febbraio.

Filippo De Luca
Clinica Pediatrica II Università di Messina