Perché è necessario controllare il diabete

Per stare bene, evitare ipo e iperglicemie, avere una normale vita scolastica e partecipare ad attività sportive, oltre che per avere un normale accrescimento di statura e un sano sviluppo.

Il giovane controlla il suo diabete quando somministra una dose di insulina adeguata ad una corretta alimentazione e ad una regolare attività fisica. In questo modo rende normale la sua glicemia ed altre sostanze del corpo (come proteine e grassi) e può avere un regolare accrescimento e sviluppo.

COME VALUTARE IL CONTROLLO DEL DIABETE A DOMICILIO 
Il controllo può essere realizzato con il dosaggio della glicemia su sangue capillare (dai lati dei polpastrelli delle dita a rotazione). Questi controlli, effettuati con frequenza e tempi diversi della giornata (due/tre volte al giorno, prima della colazione, pranzo o cena e un’ora dopo i pasti) forniscono indicazioni sulla glicemia al momento dell’esame. Il giovane può, quindi, essere informato sulle variazioni della sua glicemia e decidere se, come e quando adeguare la dose d’insulina, l’alimentazione e l’attività fisica. L’obiettivo è mantenere valori di glicemia tra 70 e 180 mg/dl. Questi valori possono essere variati secondo le circostanze così come la frequenza dei controlli domiciliari può essere concordata in rapporto alle necessità individuali (controlli più frequenti quando bisogna correggere una iperglicemia o controllare e prevenire una ipoglicemia). È necessario che il dosaggio venga effettuato correttamente e che i valori vengano registrati sul diario. Se vuole trarne un reale vantaggio, il giovane deve convincersi ad utilizzare frequentemente e correttamente i dati registrati per adeguare le dosi d’insulina, mantenendosi in contatto con il Centro Diabetologico (comunicando i dati per telefono o eventualmente con fax).

IN OSPEDALE 
La verifica del controllo viene effettuata con il dosaggio dell’emoglobina glicosilata (HbA1c), cioè con la percentuale di emoglobina, presente nei globuli rossi, che si combina con il glucosio circolante nel sangue. Que­sta percentuale dipende dal livello di glicemia che in media il soggetto ha avuto nelle sei-sette settimane precedenti l’esame. Nei soggetti non diabetici, con valori di glicemia normali, la percentuale di emoglobina glicosilata in genere non supera il 6%. Nel diabetico la percentuale di HbA1c dipenderà dal valore della sua glicemia: quanto più quest’ultima sarà stata elevata nelle sei-otto settimane che hanno preceduto l’esame tanto più alta sarà la sua percentuale di HbA1c. Da studi recenti si può concludere che un diabetico in buon controllo dovrebbe avere una percentuale di HbA1c inferiore all’8%, ossia ad una glicemia media di 150 mg/dl. Il dosaggio della HbA1c è un metodo che può considerarsi retrospettivo, “che guarda all’indietro”: informa, cioé, il giovane sul valore che in media ha avuto la sua glicemia nelle sei/otto settimane che hanno preceduto l’esame. È, perciò, un controllo molto importante, che, se ripetuto due-tre volte l’anno, fornisce un’indicazione oggettiva della qualità del controllo del diabete. Il giovane, quindi, dispone di due metodi di controllo per gestire il suo diabete: userà i dati del dosaggio quotidiano della glicemia per adeguare giornalmente la dose d’insulina e dovrà tener conto della sua percentuale di emoglobina glicosilata misurata trimestralmente, per verificare come è controllato il suo diabete. Con l’équipe diabetologica potrà discutere i due tipi di informazione, il monitoraggio giornaliero della glicemia, riportato sul diario, e i valori di emoglobina glicosilata, per trovare strategie adeguate a migliorare il controllo del suo diabete.

QUALI SONO GLI OBIETTIVI DEL CONTROLLO DEL DIABETE 
Un buon controllo giornaliero consente al giovane di sentirsi bene, evitare glicemie elevate o gravi ipoglicemie, avere una normale vita scolastica e partecipare ad attività sportive. Un buon controllo mantenuto nel tempo è necessario per un normale sviluppo. Quando il trattamento insulinico viene intensificato il rischio di ipoglicemia aumenta e il peso tende ad aumentare. È necessario imparare a prevenire o ridurre di intensità le crisi ipoglicemiche. È bene, specie per le ragazze, discutere con l’équipe le problematiche del peso e dell’alimentazione in età dell’adolescenza per evitare comportamenti alimentari non corretti. Infine, è necessario un buon controllo, con HbA1c inferiore all’ 8%, a partire da 12 anni, per prevenire o attenuare in età adulta la comparsa delle complicanze. Anche se questo sembra un obiettivo lontano, è tuttavia assolutamente necessario che il giovane si impegni a conseguire questo risultato.

 

Francesco Dammacco
Divisione Malattie Endocrine e Diabete

Ospedale Giovanni XXIII – Bari