Nascere e crescere sani

Quanto vale una vita? La maggior parte di noi farebbe qualunque cosa per salvare anche un solo bambino. Eppure su scala globale sembra che le nostre priorità si siano confuse.

In tutto il mondo muoiono in media ogni giorno, soprattutto per cause prevenibili, più di 26.000 bambini sotto i 5 anni. Vivono quasi tutti in 60 Paesi in via di sviluppo. Più di un terzo di questi bambini muore durante il primo mese di vita, di solito a casa e senza avere accesso a cure di base e a beni di prima necessità che potrebbero salvarli. Alcuni muoiono per infezioni respiratorie o intestinali, oppure per malattie della prima infanzia, come il morbillo, facilmente evitabili attraverso i vaccini.
Nella metà dei decessi sotto i 5 anni una delle principali cause è rappresentata dalla malnutrizione che priva il corpo e la mente di un bambino piccolo degli alimenti necessari per la crescita e lo sviluppo. Anche l’acqua impura, i servizi igienico-sanitari scadenti e le condizioni igieniche inadeguate contribuiscono ad aumentare la mortalità infantile. L’UNICEF lavora nella speranza di costruire un futuro libero dalle malattie prevenibili, a partire dall’assistenza qualificata garantita a tutte le mamme al momento del parto e in caso di complicazioni del neonato.
Il diritto a iniziare la vita nel migliore dei modi, attraverso misure come l’allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi di vita, è un diritto realizzabile tanto in un villaggio africano quanto nella più sofisticata struttura sanitaria di un Paese occidentale.
MISURE SALVAVITA Nel 1990 la comunità internazionale ha stabilito di ridurre di due terzi, tra il 1990 e il 2015, il tasso globale di mortalità sotto i 5 anni, all’epoca pari a 13 milioni. L’obiettivo dell’UNICEF e quello dei suoi partner è la riduzione dei decessi infantili, migliorando le condizioni di salute dei bambini attraverso soluzioni e strategie semplici, efficaci e a basso costo. Privare i neonati e i bambini piccoli dell’assistenza sanitaria di base e dei nutrienti necessari per la crescita e lo sviluppo determina pesanti conseguenze nella vita adulta. Quando invece sono ben nutriti e assistiti e vivono in un ambiente sicuro e stimolante, i bambini hanno più probabilità di sopravvivere, si ammalano di meno e sviluppano pienamente le loro capacità di pensiero, di linguaggio, emozionali e sociali.
Quando iniziano a frequentare la scuola, poi, hanno maggiori probabilità di buon profitto e nel corso della loro esistenza avranno migliori possibilità di diventare persone creative e produttive. Investire nell’infanzia “conviene” anche da un punto di vista economico. Secondo la Banca Mondiale la vaccinazione e l’integrazione di vitamina A sono due fra gli interventi di salute pubblica più economici attualmente disponibili. Ampliare la copertura di vitamina A può aumentare la resistenza alle malattie di un bambino e far diminuire la mortalità infantile. Con una piccola somma un bambino può essere protetto dalla carenza di vitamina A e da numerose malattie mortali, comprese difterite, pertosse, tetano, poliomielite, morbillo, tubercolosi infantile, epatite B e Hib (Haemophilus influenzae di tipo B), una delle cause principali della polmonite e della meningite.
Il semplice fatto di somministrare cotrimoxazolo, un antibiotico a basso costo, ai bambini che hanno contratto il virus dell’HIV, riduce nettamente la mortalità dovuta a infezioni opportunistiche. Ad oggi sono ancora 9,7 milioni i bambini che muoiono per cause che spesso si possono prevenire. Sono tanti. Sono troppi. La salute non è solo assenza di malattie, ma benessere olistico del bambino e quindi serenità psico-affettiva anche in condizioni di salute difficili. L’UNICEF lavora attraverso forti partnership per affrontare le sfide e garantire a milioni di bambini il diritto a una vita sana, protetta e libera.

Silvia Antonini
UNICEF Italia