Misurare gli indicatori di qualità

Nel corso degli ultimi anni i pediatri stanno assistendo a un cambiamento della realtà diabetologica: si parla di “pandemia diabete”, è stato coniato il neologismo “diabesity”. Il diabete tipo 1, autoimmune, è in progressivo aumento e il tipo 2, sino a pochi anni orsono patologia esclusiva dell’età adulta e secondaria a obesità, sedentarietà e insulino-resistenza, viene sempre più spesso segnalato anche negli adolescenti. Il diabete mellito nelle sue varie forme rappresenta la più veloce epidemia della storia dell’umanità e uno dei più seri problemi sanitari del XXI secolo. Una corretta gestione del diabete mellito deve essere multifattoriale e polispecialistica ed è ottenibile attraverso l’attività di un team diabetologico opportunamente formato e dedicato. Per i pazienti con il tipo 1 l’insulina rimane lo strumento terapeutico fondamentale, ma non meno importante è il benessere psico-fisico generale, raggiungibile tramite accrescimento e sviluppo regolari, adeguata alimentazione, pratica sportiva, inserimento scolastico e lavorativo e una soddisfacente qualità di vita. La presenza di nuovi casi di diabete tipo 2 in età adolescenziale impone l’urgente attuazione di strategie di prevenzione mirate a un intervento educativo finalizzato a un corretto stile di vita e rivolto al paziente, alla famiglia, alla scuola e a tutte le realtà con le quali il giovane si confronta quotidianamente. La qualità dell’assistenza diabetologica è una istanza irrinunciabile della società moderna e per essere soddisfacente richiede la conoscenza concreta dei vari aspetti del diabete mellito nel bambino e nell’adolescente. Le problematiche del diabete mellito sono argomenti di interesse non esclusivamente sanitario, ma rivestono una importanza anche sociale e influenzano le politiche sanitarie ed economiche. Il diabete mellito rappresenta oggi uno dei maggiori problemi sanitari dei Paesi economicamente sviluppati ove costituisce una delle più importanti voci di spesa soprattutto per la cura delle complicanze e delle patologie associate.
Gli indicatori di qualità dell’assistenza diabetologica permettono di ottimizzare la cura del diabete, di indirizzare al meglio le risorse economiche destinate.

 Cosa è necessario conoscere? 
Innanzitutto l’epidemiologia: solo disponendo di dati aggiornati di incidenza e di prevalenza del diabete mellito è possibile attuare strategie di cura opportune e, dove possibile, organizzare protocolli di prevenzione. I dati clinici dei pazienti sono altrettanto importanti: non solo i parametri glicometabolici ma anche i dati auxologici. Un altro aspetto fondamentale da valutare è la frequenza delle complicanze microangiopatiche mediante opportuno screening: la microangiopatia diabetica è clinicamente assente nei giovani pazienti, ma i risultati ottenuti da studi longitudinali negli adulti hanno dimostrato che lo sviluppo e la progressione della microangiopatia possono essere prevenuti e ritardati mediante l’ottimizzazione del compenso metabolico grazie a un piano terapeutico il più possibile individualizzato. Un altro indicatore del livello di assistenza diabetologica è rappresentato dalla qualità della vita dei pazienti. È infatti noto che un buon compenso metabolico del diabete mellito è significativamente correlato alla qualità di vita dei pazienti. Proprio per migliorare il compenso metabolico sono necessari processi di informazione ed educazione continua all’autocontrollo del diabete mellito, che possono svolgersi in una realtà diversa dal ricovero ospedaliero, come nei campi scuola, in cui i pazienti, assistiti costantemente dal team diabetologico, apprendono le nozioni e le modalità per una corretta autogestione. Inoltre non va dimenticato che il bambino trascorre la maggior parte del proprio tempo a scuola: è necessario trasmettere non solo agli insegnanti, ma anche ai compagni e alle loro famiglie tutte le informazioni necessarie per una corretta conoscenza del diabete mellito, volte a favorire l’inserimento del giovane migliorandone la qualità della vita.

Renata Lorini
Giuseppe d’Annunzio
II Clinica Pediatrica Università di Genova

Istituto G. Gaslini – Genova