Microinfusori crescono!

Vantaggi concreti e miglioramenti funzionali dei microinfusori
L’idea di una somministrazione continua di insulina che mimasse il più possibile la secrezione fisiologica di questo ormone e sostituisse in qualche maniera la perduta funzione del pancreas non è nuova nella terapia del diabete. Negli anni Sessanta, la messa a punto del primo modello di microinfusore, nonostante le sue considerevoli dimensioni, rappresentò il primo passo in questa direzione. Nello stesso periodo un prototipo di pancreas artificiale veniva utilizzato per una paziente allettata, visto che la macchina non era trasportabile. È chiaro che a causa delle dimensioni e del rudimentale funzionamento, tali metodi di somministrazione di insulina non erano applicabili se non in casi eccezionali e per pura sperimentazione clinica. Alla fine degli anni Settanta venivano riferite le prime esperienze cliniche con dei microinfusori portabili, utilizzati in pazienti adulti con problemi particolari nella gestione della malattia diabetica. I microinfusori utilizzati in questo periodo avevano delle dimensioni più ridotte rispetto ai precedenti (peso circa 400 grammi e dimensioni 18,3×7,3×6,4 cm) ma erano ancora limitati per quanto riguarda il funzionamento: velocità basale fissa, impossibilità di scollegarli, inserimento con un grande e lungo ago rigido, mancanza di sistemi di controllo e di sicurezza. È negli anni Novanta che grazie ai notevoli miglioramenti tecnico-estetici funzionali e conseguentemente pratici, riprende l’interesse per questo metodo alternativo di somministrazione di insulina. Il tutto in concomitanza anche con i risultati di ampi studi come il DCCT che hanno provato inequivocabilmente l’importanza della terapia insulinica intensiva (nell’ambito della quale veniva inclusa anche la terapia con il microinfusore) nel raggiungimento di un buon controllo glicometabolico ai fini di prevenzione e arresto delle complicanze a lungo termine.

Numerosi studi in vari Paesi hanno dimostrato i vantaggi e l’efficacia di tale strumento terapeutico nel miglioramento del controllo metabolico sia in età adulta che in età pediatrica e, visto l’interesse sulla qualità della vita, tale strumento sembra essere uno dei mezzi che può influenzare positivamente il paziente diabetico. Condizioni fondamentali per il successo della terapia con il microinfusore sono una buona conoscenza, esperienza e grande disponibilità del team diabetologico; un continuo processo di educazione terapeutica e una partecipazione attiva del paziente e della sua famiglia nella gestione della malattia. Anche l’interesse per questo tipo di terapia si modifica molto in base alle conoscenze sull’utilizzo. Infatti una discreta reticenza ancora esiste sia nella classe medica che tra i pazienti e questo è influenzato probabilmente sia da problemi economici legati alla singola regione che organizzativi dei vari Centri dovuti alla necessità di una particolare preparazione del team per l’utilizzo del microinfusore.
Guardando al futuro l’ulteriore riduzione delle dimensioni dell’apparecchio, con delle funzioni sempre più sofisticate e sicure e la ricerca di siti di infusione diversi da quello sottocutaneo per una somministrazione ancora più precisa di insulina (per esempio intraperitoneale) sono passi verso un microinfusore impiantabile che ad oggi è comunque una realtà anche se solo in via sperimentale. Nello stesso tempo le novità per quanto riguarda lo sviluppo di sistemi di monitoraggio continuo della glicemia (attualmente meno invasivi e più precisi) lasciano ben sperare che, in futuro, l’unione di questi due sistemi (pompa di insulina e sensore per la misurazione della glicemia), porterà alla chiusura del cerchio (closed-loop system) e alla creazione così di un “pancreas artificiale” in grado di modificare automaticamente la quantità di insulina da erogare in base ai valori glicemici del momento.Questo rappresenterebbe un enorme progresso nella terapia del diabete. Fino a quel momento rimane comunque importante per il paziente e il team diabetologico utilizzare con impegno, intelligenza e positività le molteplici soluzioni messe a disposizione dai progressi tecnologici per migliorare sempre  più il controllo metabolico e la qualità di vita.

 Nicoletta Sulli, Blegina Shashaj
Servizio di Diabetologia Pediatrica
Istituto di Clinica Pediatrica
Università “La Sapienza” – Roma