Le infezioni gastrointestinali nel bambino molto piccolo

Mai come quest’anno, dopo un lungo, rigido e umido inverno, si avverte intensamente in giro un desiderio di primavera e dei suoi tepori, che coinvolge un po’ tutti, al Nord come al Sud.
Il tanto auspicato arrivo della primavera comporterà un declino delle patologie respiratorie aero-diffuse tipiche dell’inverno e nell’epidemiologia della nuova stagione torneranno a prevalere le gastroenteriti virali, particolarmente nella fascia di età dei «piccolissimi». I bambini diabetici non sono più esposti dei loro coetanei al rischio delle infezioni gastrointestinali, così come a qualunque altra malattia intercorrente. Tuttavia le gastroenteriti rappresentano per i genitori dei «giovanissimi» con diabete un motivo di ansia ben più significativo di quanto generalmente non lo siano nel caso di familiari di bambini non diabetici. La coesistenza in un bambino piccolo di sintomi quali vomito, diarrea e inappetenza comporta infatti, in caso di trattamento insulinico, un rischio aumentato di ipoglicemia. Per fronteggiare in maniera adeguata i sintomi gastrointestinali e i loro effetti è necessario che la famiglia del piccolo paziente venga opportunamente istruita dall’équipe diabetologica già al momento dell’esordio della malattia prima della dimissione dall’ospedale e che riceva continui “rinforzi” durante le visite ambulatoriali, particolarmente quando le stagioni tiepide sono alle porte.

In caso di vomito e diarrea è buona regola aumentare la frequenza dei controlli della glicemia (ogni 2 ore), della glicosuria e chetonuria (a ogni minzione) e ove possibile anche della chetonemia. Un più intensificato autocontrollo consentirà ai genitori di avere delle idee più precise nella scelta delle dosi insuliniche e degli eventuali supplementi da eseguire.
È fondamentale non sospendere mai la terapia insulinica, ma adeguarla ai valori glicemici, alle eventuali assunzioni di carboidrati e, se necessario, utilizzando ogni 4 ore supplementazioni estemporanee di insulina ad azione rapida (la cui entità varierà in rapporto all’età, al peso e alla durata della malattia). In caso di inappetenza grave è necessario ridurre del 30-50% le dosi di insulina rapida (che solo in alcuni casi selezionati possono anche essere omesse) e ridurre la dose di insulina intermedia o lenta del 20-40%. Se il bambino non assume bevande o cibi e l’acuta insorgenza dei sintomi non ha permesso una consistente riduzione della dose insulinica, la somministrazione di glucagone può rendersi indispensabile. Nella gestione della gastroenterite, è inoltre necessario mantenere un’adeguata idratazione, offrendo a piccoli sorsi contenenti sali minerali e zucchero molto palatabili soprattutto per i più piccoli.

Filippo De Luca
Clinica Pediatrica II Università di Messina