Le domande Giò

Sono la mamma di una giovane diabetica di 16 anni. Abbiamo scoperto la malattia 8 anni or sono. Mia figlia, che riesce a convivere bene con questa situazione, cerca nuove iniziative per accettare sempre meglio il suo stato. Recentemente si è innamorata della possibilità di frequentare un maneggio; alcune sue amiche lo fanno già e lei non vuol esser da meno. Per quanto mi riguarda leggo che sono molte le malattie che trovano giovamento dalla ippoterapia. In questo caso non mi sembra che il diabete possa  trarne vantaggio, tuttavia ritengo che una corretta gestione di questo hobby, sotto il profilo psicologico possa essere molto utile. Il mio quesito è: “Esiste il pericolo che una crisi ipoglicemica o iperglicemica durante una lezione possa essere dannosa? Inoltre, un eventuale imbizzarrirsi del cavallo, può trasmettere dello stress che si può riflettere negativamente sulla malattia?”. La prego di consigliarmi a scopo preventivo tutti quegli accorgimenti che possono essere utili a questa bella iniziativa che mia figlia vuol intraprendere.
Valentina – Grosseto 

Concordo con lei sul fatto che l’ippoterapia non ha, nel caso di sua figlia, nessuna indicazione, essendo destinata a patologie di carattere neuromotorio che nulla hanno in comune con il diabete. Non c’è, d’altra parte, alcun motivo per cui sua figlia debba rinunciare a un hobby che le è gradito e che, come tutti gli hobbies, offre distensione e svago indipendentemente dal diabete stesso. Non vorrei, infatti, che ogni svago fosse visto nell’ottica del “distrarsi dalla malattia” perché l’estremizzazione di questo modo di pensare (il che probabilmente non è il suo caso) può paradossalmente rendere ancora più incombente e fastidioso il problema. Detto questo, non vedo perché il rischio di una crisi ipoglicemica debba essere maggiore o più pericoloso durante la lezione di equitazione. I nostri ragazzi praticano molte attività sportive, oltre a gestire normalmente numerose occasioni di vita personale e sociale senza alcune diversità rispetto ai coetanei. L’iperglicemia, poi, non offre problemi di sofferenza acuta e non va quindi tenuta in considerazione. La soluzione, come sempre, sta in una adeguata educazione sanitaria e nella capacità di autogestione. È questa la chiave che apre tutte le possibilità. Conoscendo il comportamento della glicemia nelle varie occasioni e sapendo come “pilotare” i livelli glicemici, nulla è precluso. E se il cavallo si imbizzarisce? Trasmette stress? Ma i nostri ragazzi devono vivere come tutti, e per essere stressati ci sono tante occasioni anche più rilevanti. Non teniamoli nella bambagia. Lo stress fa parte della nostra vita quotidiana ed è, a suo modo, una spinta vitale.

Francesco Prisco
Servizio Regionale di Diabetologia Pediatrica “G. Stoppoloni” 
II Università di Napoli