L’autocontrollo nel bambino con diabete tipo 1

Per autocontrollo s’intende la determinazione della glicemia che il bambino con diabete di tipo 1 esegue da solo o sotto il controllo dei genitori in diversi momenti della giornata. L’autocontrollo viene considerato dai diabetologi una “pietra miliare” nella gestione quotidiana del diabete.
Studi multicentrici di rilevanza internazionale hanno infatti dimostrato che nel paziente con diabete il raggiungimento di un controllo glico-metabolico soddisfacente è ottenibile grazie a un regime terapeutico di tipo intensivo (3-4 iniezioni insuliniche giornaliere oppure microinfusore) associato in maniera inscindibile alle plurime determinazioni glicemiche quotidiane. Dal momento che la terapia insulinica di tipo intensivo potrebbe eventualmente comportare un aumento di frequenza degli episodi ipoglicemici, è facilmente intuibile quanta importanza l’autocontrollo domiciliare assuma nel management del bambino con diabete tipo 1, in cui l’ipoglicemia andrebbe prevenuta, per gli effetti collaterali che può comportare. Per tale motivo, sin dal momento dell’esordio della malattia sia il bambino che la sua famiglia devono ricevere un dettagliato programma di istruzione da parte del team multidisciplinare del Centro Diabetologico Pediatrico di riferimento, allo scopo di essere resi autonomi nella gestione domiciliare del diabete. D’altra parte, la determinazione delle glicemie capillari è di facile esecuzione e molto rapida. Infatti, nell’ultimo decennio, abbiamo assistito a una progressiva evoluzione tecnologica dei glucometri e attualmente sono disponibili in commercio strumenti molto affidabili, in grado di determinare il valore glicemico in pochissimi secondi, aspirando (mediante le strisce reattive) piccolissime quantità di sangue capillare (nell’ordine di microlitri). Inoltre, le attuali penne pungidito con lancette “indolori”, riducono molto la spiacevole sensazione di dolore ai polpastrelli provata al momento del rilevamento della glicemia. Per esigenze pratiche i controlli glicemici vengono eseguiti prima dei tre pasti principali (colazione, pranzo, cena), cioè al momento dell’esecuzione della terapia insulinica e una quarta volta prima di andare a letto. Ovviamente per una terapia insulinica “ottimizzata”, tali controlli dovrebbero essere associati a quelli post-prandiali (due ore dopo i pasti principali) e a qualche determinazione notturna, ma ciò non risulta sempre di facile attuazione.
La compilazione del diario glicemico (eseguita annotando i valori glicemici rilevati durante la giornata) è di grande utilità per la famiglia nella gestione quotidiana del diabete e rappresenta uno strumento fondamentale per il pediatra diabetologo, che grazie ad esso acquisisce elementi importanti per apportare eventuali modifiche allo schema terapeutico di base.
Infatti grazie alle specifiche annotazioni fatte dai genitori, ad esempio nei pazienti che praticano attività fisica in modo regolare o incostantemente, è possibile rilevare l’effetto che essa determina sull’andamento glicemico, così come è possibile evidenziare ipoglicemie notturne inaspettate o anche “effetti alba” (iperglicemie al risveglio). È opportuno sottolineare, a questo punto, che il monitoraggio della glicemia riveste un ruolo molto importante in occasioni di malattie intercorrenti che possono associarsi a vomito e diarrea, soprattutto nei bambini più piccoli, in cui vi è un aumentato rischio di episodi ipoglicemici. In tali situazioni, considerato il rischio di chetosi, sarebbe opportuno associare al controllo della glicemia la determinazione dei corpi chetonici su sangue capillare (mediante specifiche strisce reattive) e, se questa non fosse eseguibile, la rilevazione della chetonuria (cioè della presenza dei corpi chetonici nelle urine).
Non sempre però l’autocontrollo viene eseguito in maniera corretta. Infatti molto spesso si registra una sorta di rifiuto da parte del bambino all’esecuzione di plurimi controlli quotidiani, con qualche indulgente complicità della famiglia. In questi casi è opportuno che il pediatra diabetologo ribadisca, in occasione dei controlli clinici ambulatoriali, l’importanza del monitoraggio glicemico e la sua utilità nell’autogestione della malattia, soprattutto in presenza di diari incompleti e/o di una emoglobina glicosilata ripetutamente elevata. Un breve cenno merita il monitoraggio continuo della glicemia (Holter glicemico). Mediante un sensore inserito nel sottocutaneo è possibile rilevare le glicemia per 3 giorni consecutivi e verificare in tempo reale gli effetti dei pasti, dell’esercizio fisico e del trattamento insulinico sulla glicemia. In conclusione, l’autocontrollo è di fondamentale importanza non solo per il pediatra diabetologo, ma anche e soprattutto per il bambino e la sua famiglia che possono utilizzarlo come mezzo indispensabile per migliorare l’autogestione.

Filippo De Luca
Direttore U.O.C. di Pediatria e Dipartimento di Scienze Pediatriche
Policlinico Universitario,
Messina