L’attività sportiva è vita

L’attività fisica è parte integrante nella cura e nella gestione del diabete mellito insulino-dipendente (tipo 1). Con l’introduzione, attorno agli anni Settanta e Ottanta, di nuovi schemi terapeutici, l’attività fisica era passata in secondo piano; nel corso, però, degli ultimi dieci anni l’interesse della diabetologia mondiale si è centralizzato maggiormente sul miglioramento della qualità di vita e quindi sull’importanza  dell’attività fisica come principio cardine della cura del diabete. Lo sport, infatti non solo agisce sulla glicemia diminuendola, ma consente anche al paziente di acquisire fiducia nelle proprie capacità e praticare una vita più equilibrata e sana. Nella nostra società, i diabetici debbono praticare attività fisica raggiungendo delle prestazioni, talora, superiori rispetto ai soggetti non diabetici. Alla base di tutto ciò vi è una motivazione sicuramente di tipo psicologico che induce i pazienti diabetici a praticare attività fisica; infatti, nello sport vedono realizzarsi dei principi fondamentali di vita come: aumentare il proprio senso di benessere, di sicurezza, di autostima. Se poi lo sport diventa di tipo agonistico con tutte le dovute precauzioni del caso, allora il senso di autostima e di autocontrollo aumenta sempre di più così come la componente psicologica. Lo sport che un ragazzo diabetico deve praticare deve assolutamente essere di suo piacimento. Il ragazzo nello sport deve provare gioia, piacere, desiderio e voglia di affermarsi anche se si tratta, a volte, di sport di squadra (calcio, pallavolo, basket ecc…) e non di uno sport individuale. Naturalmente il tutto senza correre inutili rischi.
Esiste, a tal proposito, un piccolo decalogo che il paziente dovrebbe rispettare nella pratica comune dell’attività fisica:
1. L’attività fisica deve essere avviata con prudenza e sotto l’occhio attento di un tecnico.
2. L’attività fisica deve essere ben condotta per non aggravare il diabete e favorire la comparsa di complicanze.
3. Bisogna fare un buon riscaldamento prima di iniziare e una fase di raffreddamento alla fine dell’attività.
4. Fare stretching e, attività aerobica 3-5 volte la settimana.
5. Fare un diario con il tipo di attività fisica svolta.
6. Porsi degli obiettivi da raggiungere con l’attività fisica.
7. Imparare a fare l’autocontrollo non solo della glicemia ma anche delle urine in rapporto alla terapia farmacologica.
8. Controllare sempre la glicemia prima, durante e dopo l’attività fisica in particolar modo se l’attività dura a lungo.
9. Non praticare attività fisica in caso di glicemia superiore a 300 mg%, o maggiore di 250 mg% ma con presenza di chetonuria.
10. Stabilire un rapporto equilibrato tra alimentazione e sport previo contatto con il medico curante.

La Legge “115” del marzo 1987 sancisce alcune regole fondamentali per l’avvio dei diabetici allo sport. Bisogna distinguere l’attività fisica non agonistica da quella agonistica. Quella non agonistica è garantita dall’art. 8, comma 1 che dice: “La malattia diabetica priva di complicanze invalidanti non costituisce ostacolo al rilascio del certificato di idoneità fisica per lo svolgimento di attività fisica”. Per quanto concerne l’attività agonistica, sempre dall’art. 8, al comma 2 si evince che: “Il certificato di idoneità fisica per lo svolgimento di attività agonistiche viene rilasciato dopo presentazione di una certificazione del diabetologo, che attesti come lo stato di malattia sia ben compensato e che il diabetico sia in condizioni di ottimale terapia e autocontrollo”. Sulla base di ciò è estremamente importante che i ragazzi diabetici mantengano l’abitudine a svolgere attività fisica anche in età adulta, allo scopo di ridurre o comunque prevenire i rischi di patologie come l’obesità, l’ipertensione, le dislipidemie, malattie cardiovascolari e respiratorie. Di conseguenza, è consigliabile che il bambino e l’adolescente svolgano le stesse attività sportive che abitualmente vengono svolte in età adulta a livello dilettantistico o agonistico. La scelta di una attività fisica presuppone da parte del ragazzo diabetico la conoscenza di:
A. adattamento metabolico all’attività fisica nel ragazzo non diabetico;
B. adattamento metabolico all’attività fisica nel ragazzo con diabete;
C. raccomandazioni pratiche di comportamento nel soggetto diabetico;

In conclusione possiamo affermare che l’attività fisica:
i) non è un lusso ma bensi una necessità;
ii) rinvigorisce il carattere e consente di raggiungere un miglior equilibrio psico-fisico;
iii) migliora la funzionalità cardiaca;
iv) riduce le dislipidemie;
v) consente di diminuire l’apporto giornaliero d’insulina;
vi) non deve essere pericolosa;
vii) deve essere regolare e costante e, ove possibile, programmata nel tempo;
viii) ma soprattutto deve essere sempre affrontata in una situazione di buon controllo metabolico.

Fortunato Lombardo
Dipartimento di Scienze Pediatriche mediche e Chirurgiche
Universitàdi Messina