La scelta del liceo e lo stress da esame

Durante gli ultimi anni della scuola dell’obbligo è richiesto ai giovani studenti e alle loro famiglie di decidere il futuro cammino scolastico. Il panorama scolastico attuale offre molteplici opportunità ma talvolta l’eccesso di scelte può rendere difficile la decisione finale. Gli indirizzi scolastici di tipo tecnico permettendo un rapido accesso al mondo del lavoro, sono in genere preferiti dai giovani che desiderano iniziare al più presto l’attività lavorativa. Gli indirizzi scolastici impostati per educare i giovani allo studio teorico, a fornire nozioni in più campi del sapere scientifico-culturale, sono preferiti dai giovani che desiderano intraprendere la carriera universitaria. Un importante aiuto nella scelta della scuola più adatta è fornito dai giudizi formulati dai professori delle scuole dell’obbligo. Giovani caratterizzati da dedizione allo studio, facilità nell’apprendimento teorico-culturale e motivati a raggiungere i titoli scolastici, possono di norma affrontare tutti gli indirizzi scolastici. Giovani con spiccate ma selettive capacità scolastiche, possono ottenere buoni risultati scolastici frequentando le scuole che nei loro programmi educativi valorizzino specifici indirizzi scientifici o culturali.
Per i giovani diabetici la scelta del percorso scolastico ricalca i punti sopra esposti ma  talvolta ulteriori dubbi possono influenzare la scelta dell’indirizzo scolastico. Il diabete influirà sul rendimento scolastico? L’attività lavorativa permessa dal titolo di studio acquisito sarà adatta a facilitare il buon controllo del diabete? Le difficoltà  pratiche e organizzative determinate dal frequentare un istituto scolastico lontano da casa saranno causa di un deterioramento del controllo del diabete?
Assolutamente da sfatare è il dubbio che il rendimento scolastico di un giovane con diabete possa essere inferiore rispetto a quello dei suoi coetanei a causa della sua patologia. Molteplici studi scientifici hanno dimostrato che le performance intellettive tra diabetici e non diabetici sono sovrapponibili e la presenza ai vertici delle attività lavorative di individui con diabete mellito insulino dipendente conferma tali osservazioni. Unica eccezione è la constatazione della diminuita performance psicofisica in corso di ipoglicemia; tale situazione è comunque di breve durata se adeguatamente trattata e comunque quasi sempre prevenibile da un attento monitoraggio glicemico. Le aspettative lavorative possono e devono condizionare la scelta della carriera scolastica e per i giovani diabetici le aspettative lavorative non sono dissimili da quelle dei loro coetanei ad eccezione di lavori in cui il manifestarsi di un’ipoglicemia può comportare rischi per  il diabetico e la comunità. In generale, tuttavia, bisognerà puntare su carriere scolastiche che, permettendo attività lavorative con orari flessibili, renderanno più facile la gestione del diabete. Gli aspetti organizzativi pratici inerenti la gestione del diabete (insulina, pasti, glicemia) durante la frequenza di istituti scolastici disagevoli per orari o locazione territoriale possono indurre talune famiglie a scegliere istituti scolastici più comodi  ma non adatti alle caratteristiche scolastiche  dei propri figli. Tale atteggiamento  è assolutamente da evitare poiché i problemi organizzativi sono sempre risolvibili modificando eventualmente il proprio schema insulinico e utilizzando adeguati presidi terapeutici diagnostici (stiloiniettori e misuratori di glicemia, analoghi insulinici). Lo stress da esame è un’esperienza attraverso la quale sono passati e passeranno tutti gli studenti; battito cardiaco accelerato, sudorazione profusa e tremarella sono i segnali premonitori, ma nel giovane diabetico a tali segnali si associa quasi sempre un brusco rialzo glicemico. Lo stress emotivo, di qualsiasi natura esso sia, determina la liberazione da parte di particolari apparati del corpo umano di ormoni, di cui il più noto è l’adrenalina, il cui scopo è di preparare il corpo alle reazioni di difesa e fuga dalla situazione stressante che l’individuo sta vivendo. Questi ormoni sono i medesimi che si liberano durante un episodio ipoglicemico con lo scopo di rialzare il livello glicemico ed è per questo motivo che durante un episodio di stress in un individuo diabetico si osserva un non desiderato rialzo glicemico. L’iperglicemia da stress è proporzionale alla durata dell’evento stressante e, poiché la durata dell’adrenalina nel corpo è breve, essa svanisce rapidamente con il ritorno a una condizione psicofisica di normalità. L’iperglicemia da stress non deve essere trattata e, in particolare, non bisogna iniettare extradosi di insulina cercando, al contrario, di convivere con moderate situazioni di stress. Per gli studenti il miglior antidoto allo stress da esame è la prevenzione del medesimo e la certezza di avere fatto il proprio dovere  ed essersi  preparati al meglio a superare l’esame stesso senza intoppi e con il raggiungimento del massimo dei voti.

Emilio Bognetti
Centro di Endocrinologia infantile e dell’adolescenza.
Istituto H.S. Raffaele – Milano