La scelta degli alimenti e la terapia insulinica

Nel trattamento del bambino e dell’adolescente con diabete mellito tipo 1 (DM1) l’alimentazione svolge un ruolo importante quanto la terapia insulinica, l’attività sportiva e l’autocontrollo. La scelta degli alimenti deve assicurare un apporto calorico qualitativamente e quantitativamente soddisfacente per una crescita ottimale, e deve prevenire lo sviluppo futuro di complicanze. L’alimentazione sarà normocalorica, tranne nel caso di obesità associata, con una quantità di carboidrati (per la maggioranza di tipo complesso, e in minima parte di zuccheri semplici) corrispondenti al 57-60% delle calorie previste, di proteine (per metà di origine animale e per metà di origine vegetale) corrispondenti al 10-13% e di grassi (in prevalenza di origine vegetale) corrispondenti al 30%. L’alimentazione deve comprendere una adeguata quota di fibre vegetali. Ogni schema alimentare deve essere personalizzato considerando l’esercizio fisico svolto, le abitudini familiari, gli orari scolastici e i gusti personali. È inoltre necessaria una corretta distribuzione dei carboidrati e delle calorie nei vari pasti, per mantenere un equilibrio fra livelli di insulina circolanti e i carboidrati stessi, considerando che 1 Unità di insulina contribuisce al metabolismo di 4 grammi di carboidrati. Nel bambino e nell’adolescente con DM1 l’apporto calorico va suddiviso in 3 pasti principali (colazione, pranzo e cena), preceduti dalla iniezione di insulina ad azione pronta o suo analogo, e 2 spuntini (metà mattina e metà pomeriggio). Nei pazienti che utilizzano analoghi dell’insulina ad azione pronta e l’analogo ad azione prolungata, gli spuntini possono non essere necessari. Nei bambini molto piccoli che non possono utilizzare l’analogo ad azione prolungata, e nei pazienti che frequentemente presentano ipoglicemie notturne, può essere indicato uno spuntino serale prima di dormire. Quando si usano dosi di insulina ad azione pronta prima dei pasti, soprattutto in caso di iperglicemia, è opportuno attendere almeno 30-45 minuti prima di alimentarsi, per permettere all’insulina di agire correttamente, ed evitare iperglicemie postprandiali. In caso invece di ipoglicemie preprandiali, e nel bambino piccolo che può alimentarsi in modo imprevedibile, l’insulina ad azione pronta e soprattutto il suo analogo devono essere somministrati durante o al termine del pasto. Affinchè il paziente e la sua famiglia seguano le indicazioni alimentari, è fondamentale un corretto intervento educativo, da iniziare al momento della diagnosi e da integrare durante i periodici colloqui, per adattare le scelte alimentari all’età, ai gusti e al fabbisogno dei pazienti. L’unica reale limitazione, al fine di ottenere e mantenere un buon compenso metabolico, riguarda l’assunzione abituale di zuccheri semplici, che possono venire altresì consumati episodicamente, preferibilmente “al posto e al pasto”, cioè in sostituzione di altri alimenti e al termine del pasto. Questo accorgimento, infatti, limita il picco iperglicemico conseguente all’ingestione di zuccheri semplici. In caso di eventi particolari (feste, compleanni, raduni) è indicata una supplementazione estemporanea di insulina, generalmente di analogo ad azione pronta, al fine di mantenere un buon controllo glicemico. In caso di attività fisica è indicata la riduzione della dose di insulina e l’assunzione supplementare di piccole quantità di carboidrati complessi (es. pane, frutta) per prevenire l’ipoglicemia tardiva. Quando l’esercizio fisico viene praticato nel tardo pomeriggio è maggiore il rischio di ipoglicemia notturna, per questo è indicata una riduzione della dose di insulina serale e l’eventuale assunzione di uno spuntino al momento di coricarsi a base di carboidrati complessi. Non è invece necessario assumere zuccheri semplici prima dell’attività fisica al fine di prevenire l’ipoglicemia, poiché potrebbe verificarsi un inutile rialzo glicemico che potrebbe compromettere gli effetti benefici dell’esercizio fisico. L’assunzione di zuccheri semplici diviene altresì indispensabile in caso di crisi ipoglicemica.

Giuseppe d’Annunzio
Elena Sala
II Clinica Pediatrica Università di GenovaIstituto G. Gaslini
Genova