La flessibilità è vita

Un aspetto importante nella terapia del diabete, soprattutto in età pediatrica, oltre al controllo glicometabolico, è il benessere psicologico del paziente, elemento che sempre più frequentemente viene considerato nel trattamento della malattia. Sono stati compiuti diversi studi scientifici che dimostrano quanto quest’aspetto abbia un’effettiva efficacia sull’evoluzione della malattia. In questo senso molti progressi sono stati fatti sia negli strumenti utilizzati per l’autocontrollo e la somministrazione d’insulina, sia nel trattamento integrato (insulina, alimentazione, attività sportiva) del diabete. Devices più tecnologici e accurati, materiali più sicuri e precisi consentono al paziente di poter gestire sempre più facilmente la propria vita. Nuovi tipi di insulina (analoghi ultrarapidi e ultralenti) aiutano a creare schemi di trattamento insulinico basale-bolo sempre più flessibili e adattabili all’attività giornaliera del singolo individuo. Con gli strumenti oggi a disposizione si possono disegnare schemi terapeutici che permettono di incidere in maniera significativa sulla qualità di vita del paziente:
– flessibilità nell’orario e nella quantità dei pasti: l’analogo ultrarapido permette di somministrare l’insulina subito prima del pasto consentendo di adattarla meglio alla quantità e alla qualità del cibo. L’insulinizzazione basale (con l’analogo ultralento o con la pompa) svincola da orari di pasti e di risveglio obbligatori. Il microinfusore oltre a questo permette di affrontare meglio ogni “imprevisto alimentare” senza peraltro dover ricorrere a iniezioni addizionali;
– maggiore libertà nell’organizzazione delle attività giornaliere: i sistemi di somministrazione di insulina,  quali il microinfusore che permette di programmare profili di erogazione di insulina diversi, consentono maggiori flessibilità negli orari;
– partecipazione più attiva e gestione più facile dell’attività sportiva: una terapia insulinica più precisa e con meno depositi di insulina  riduce il rischio di ipoglicemie dovute al movimento,  assicurando una maggiore flessibilità nell’orario, la durata e l’intensità dell’attività sportiva; consente inoltre di non dover sopperire con una obbligatoria aggiunta calorica;
– maggiore indipendenza e autonomia:  il controllo della malattia, con minori complicanze di ipo/iperglicemia, dà  una sensazione di indipendenza e libertà nella vita quotidiana, diminuendo la sensazione di limitazione.
Bisogna comunque sottolineare che il successo di un qualsiasi schema terapeutico, sia per quanto riguarda il controllo glicometabolico, sia per quanto riguarda la qualità di vita, dipende soprattutto dalla partecipazione attiva del paziente e della sua famiglia. Affinchè il concetto di “flessibilità” non venga “tradotto erroneamente” in mancanza di qualsiasi regola è necessario un adeguato e continuo processo educativo mirato ad un stile di vita corretto e sano. L’utilizzo corretto del materiale oggi a disposizione, permette al paziente di apprezzare meglio i risultati raggiunti che vede ottimizzate le sue “fatiche” nella cura

Nicoletta Sulli
Responsabile del servizio di Diabetologia Pediatrica
Università La Sapienza di Roma