La cura dei denti

Niente paura del dentista: è fondamentale praticare un’accurata igiene del cavo orale, rispettare le norme nutrizionali e fare visite periodiche
Tra i tanti argomenti di educazione sanitaria che affrontiamo quotidianamente negli incontri con i nostri pazienti, sicuramente tra i meno frequentemente trattati è l’igiene e la cura dei denti. Vediamo di analizzarne gli aspetti più importanti.

 Come sono fatti i denti? 
Ogni dente è costituito da tre parti:
• la corona corrisponde alla parte visibile;
• la radice, affondata e saldamente fissata nella cavità alveolare dell’osso mascellare (i denti superiori) o mandibolare (gli inferiori);
• il colletto, punto di passaggio da corona a radice, dov’è il contatto con la gengiva.
Dal punto di vista strutturale, ogni dente è composto internamente dalla polpa, vascolarizzata e innervata, dalla dentina che la riveste e dallo smalto, più esterno, lucido e resistente. I decidui, o “da latte”, sono 20, mentre i definitivi sono 32 (8 incisivi, 4 canini, 8 premolari, 12 molari, ognuno con forma e funzione diversa per la masticazione).

 Quali sono le principali lesioni di denti e gengive? 
• La gengivite, cioè l’infiammazione della mucosa orale in corrispondenza del colletto: è favorita dalla formazione della placca batterica, per la presenza di residui alimentari.
• La parodontopatia, cioè l’infiammazione gengivale che si cronicizza e penetra in profondità fino a indebolire la solidità del dente.
• La carie, cioè il processo distruttivo del dente dovuto all’azione infiltrativa della placca batterica sulla struttura del dente.
È pressoché asintomatica finché è limitata allo smalto, comincia dare fastidio quando interessa la dentina (dolore con i cibi caldi e freddi), e molto dolorosa quando raggiunge la polpa dentaria, provocando anche la comparsa di infezioni (ascessi, granulomi apicali).

 L’igiene dei denti  
È così importante lavarsi i denti? A questa domanda  ogni bravo bambino risponde di sì, ma sicuramente senza la piena consapevolezza di quanto ciò sia veramente importante. Ogni bambino nasce con un capitale dentario che deve cercare di conservare al meglio per tutta la sua vita (e di “capitale” si tratta veramente, considerando i costi, in termini di tempo e di denaro, delle cure odontoiatriche…!). È dimostrato che la maggior profilassi della patologia a carico di denti e gengive sta proprio in una corretta igiene: l’infiammazione gengivale, la placca batterica e la carie sono favorite dalla presenza di residui alimentari, specialmente se costituiti da zuccheri. La fermentazione degli zuccheri rende l’ambiente orale più acido per varie ore dopo il pasto e ciò favorisce la decalcificazione dello smalto, che diventa via via più fragile e soggetto ad essere attaccato dai batteri della carie. Mangiare spesso, in particolare cibi zuccherini, senza lavare i denti, è estremamente dannoso. È fondamentale lavarsi i denti dopo ogni pasto, anche minimo, in modo corretto, spazzolando tutte le superfici dentarie (anche interne) e il colletto, con movimenti verticali e rotatori, per ben tre minuti (così dicono i dentisti, e tre minuti sono lunghi…!). Lo spazzolino deve essere asciutto asciutto, con setole di media durezza e cambiato ogni 2-3 mesi. I ragazzi più grandi devono imparare ad usare il filo interdentale, per rimuovere i residui di cibo tra dente e dente. Un’ulteriore misura di profilassi delle carie, in passato piuttosto discussa, ma attualmente ben confermata nella sua validità, anche da parte della Società Italiana di Pediatria, è la supplementazione della dieta con fluoro, elemento fondamentale per la solidità di smalto e dentina. Data la povertà di fluoro di gran parte delle nostre acque, è riconosciuta la validità di somministrare al bambino, dai primi mesi fino ai dodici anni, una piccola quantità di fluoro (prescritta dal pediatra in dose adeguata), sotto forma di gocce, compressine da sciogliere in bocca o gomme da masticare.

 Denti e diabete  
Cosa c’è da dire per il bambino e l’adolescente con il diabete? Anzitutto che rispetto ai coetani hanno l’indubbio vantaggio di limitare (speriamo!) l’introduzione di zuccheri semplici (cibi e bevande dolci), specialmente fuori pasto, eccetto che in occasione dei rari episodi di ipoglicemia importante…
Inoltre, la maggior consapevolezza che un ragazzo diabetico ha nei confronti dell’alimentazione lo porterà più facilmente a rispettare le norme igieniche (lavare i denti dopo ogni pasto…) anche fuori casa, alla mensa scolastica.

 Il diabete fa ammalare di più i denti?  
Vari studi anche recenti ci dicono che in caso di cattivo controllo metabolico il diabete può favorire la comparsa di gengiviti, parodontopatie e carie, mentre tutto ciò non è vero quando il diabete è ben controllato, motivo in più per impegnarsi nell’autocontrollo metabolico. E comunque le buone regole della prevenzione dentaria vanno applicate scrupolosamente.

 I problemi dentari possono alterare l’equilibrio del diabete?  
Sicuramente un granuloma apicale, un ascesso, come qualunque focolaio d’infezione, può incidere sul controllo metabolico, determinando iperglicemie impreviste. È quindi bene essere consapevoli, facendo curare tempestivamente qualunque problema riguardante la cavità orale. Una piccola carie superficiale  facilmente curabile, se trascurata può in breve tempo infiltrare in profondità il dente, provocando tanti problemi in più.

 È giustificata la paura del dentista? 
Oggi senz’altro no: dal dentista è bene andare con fiducia, se non altro per un semplice controllo periodico (ad esempio semestrale) che potrà evidenziare i primi segni di patologie (placca batterica, carie iniziale) facilmente curabili, oltre a consentire un’accurata pulizia e la verifica dell’igiene dentaria. Può essere diagnosticata una predisposizione  alla carie (test della saliva), possono essere attuate ulteriori misure preventive, può essere valutata la correttezza della masticazione (ortodonzia). In caso di interventi più complessi, oggi il dentista ha a disposizione tutte le tecniche per evitare in ogni caso il dolore.

 Il dentista deve utilizzare particolari accorgimenti in caso di diabete? 
No. Non c’è alcuna controindicazione all’uso dei consueti presidi terapeutici (vari tipi di anestesia locale, medicazioni) ne particolari accorgimenti da tenere. L’adrenalina, vasocostrittore associato generalmente all’anestetico, può provocare un lieve rialzo glicemico, sicuramente irrilevante rispetto all’iperglicemia da stress (…o, meglio, da paura del dentista!). La necessità di una profilassi antibiotica in caso di estrazione dentaria è da valutare caso per caso, come per i ragazzi non diabetici. Quindi, in conclusione: accurata igiene del cavo orale, rispetto delle norme nutrizionali, buon controllo metabolico, visite periodiche, e fiducia (senza paura…) nel dentista.

 

Cristiano Meossi
Centro Multizonale per la Prevenzione e la Cura del Diabete Mellito in Età Evolutiva
U.O. Pediatria
Ospedale di Lucca