In equilibrio con se stessi: il benessere del giovane con diabete

Solo chi vive quotidianamente un’esperienza come la gestione del diabete è in grado di comprenderne la complessità di sfumature psicologiche e la quantità di risvolti emotivi.
Sebbene non sia stata ancora prodotta una “macchinetta con lo stick” per il benessere personale, appare sempre più evidente e documentato che i valori dell’emoglobina glicosilata sono strettamente correlati con il grado di accettazione di sé e la qualità della vita percepita tanto dai ragazzi quanto dalle loro famiglie. Una dimensione dell’esperienza, quella psicologica, che potrebbe rischiare di rimanere sullo sfondo implicito, quasi “scontato”, “inconsapevole”, della compilazione di un diario delle glicemie in cui non è semplice far quadrare i conti; una dimensione dell’esperienza che, viceversa, appare evidente sui volti di chi, quel diario, lo compila: talvolta con rabbia, con abnegazione, disciplina o frustrazione, con semplicità o trepidazione. Da sempre le famiglie cercano al loro interno le risorse umane per gestire questo aspetto del loro percorso di crescita con il diabete.
Da anni, con grande impegno e sensibilità, le famiglie hanno dato vita, al loro esterno, ad un movimento associativo in grado oggi di rispondere, attraverso personale qualificato, alla necessità di ascolto, sostegno e rielaborazione dei propri bisogni psicologici. Con un’ammirabile capacità intuitiva hanno saputo anticipare e facilitare, attraverso l’offerta di numerose iniziative, quel processo intrapsichico e relazionale che ciascun bambino e ciascun genitore deve compiere per adattarsi a un’esperienza onerosa e complessa quale è il diabete. Da anni, infatti, le Associazioni nate per aiutare i giovani con diabete, organizzano campi psicoeducativi rivolti ai bambini e agli adolescenti, promuovendone l’autonomia e il benessere, attraverso la condivisione delle risorse e delle esperienze. Da anni vengono finanziati borse di studio e contratti con psicologi e psicopedagogisti, offrendo un intervento professionale complementare a quello del personale medico-infermieristico del sistema sanitario e un’azione di stimolo costante, prezioso e instancabile verso le istituzioni, affinché trasformino in azioni concrete le tanto decantate “promozione del benessere e prevenzione del disagio”. Tutto questo patrimonio di esperienze, competenze e buone prassi professionali, nell’ambito della ricerca e della cura del “benessere psicologico del giovane con diabete” hanno trovato accoglienza ed espressione nel Convegno Nazionale organizzato a Verona dall’AGD Italia. Un’iniziativa illuminata, che ha avuto il pregio di permettere ai professionisti del settore di restituire e condividere con le famiglie il frutto stesso del loro investimento sulla propria salute e consentire un confronto stimolante e proficuo tra esperienze maturate in contesti territoriali distanti tra loro, ma non negli intenti operativi.

Tale processo sinergico prosegue nell’attività e nella vita quotidiana di quanti hanno saputo ricevere stimoli da quell’iniziativa, prendendovi parte personalmente o rivedendola nel sito dell’AGD Italia, nella consapevolezza che una “Ricerca” importante è quella che si svolge dentro ciascuno di noi e che conduce all’equilibrio con se stessi.

 

Massimo Cipolli
Presidente AGD Italia