Il diabete… un’opportunità

Vivere da soli con il diabete non è facile. Tanti anni fà mi ritrovavo con il mio compagno diabete, ormai inseparabile, ad affrontare un mondo e una società che non conosceva e non comprendeva com’era difficile conciliare diabete, lavoro, affetto, maternità, scuola e attività sportiva. Non c’era nessuno disposto ad ascoltare le tue perplessità, le tue ansie, i tuoi problemi, le tue paure! Il diabete era il tuo problema e l’unica speranza era di vivere al meglio, cercare di evitare ipo e iperglicemie con le pochissime informazioni ricevute dal medico diabetologo. Avevo un chiodo fisso in testa: “Perché non devo essere in grado di controllare la mia malattia, di intervenire sulla terapia in modo che in base a quanto mangio corrisponda una terapia insulinica adeguata? Ci sono voluti ben 13 anni, ma a questo punto, e sono gli anni Ottanta,  sono rinata a nuova e migliore vita. Non più sola, ma con tanti fraterni e sinceri amici, creammo l’Associazione diabetici della provincia di Milano; il cielo troppo spesso nuvoloso dei precedenti 15 anni, improvvisamente si rasserenò, la vita mi sorrideva, i problemi miei erano i problemi già risolti di altri, finalmente potevo parlare liberamente senza sentirmi diversa, ma, al contrario, compresa e condivisa. Inserita nel giro vorticoso e interessante delle attività associative riuscivo ad affrontare il mio impegno di responsabile qualità e ricerca di un’azienda chimica, a dedicare  tutte le sere fino a 4 ore alle attività associative e quindi a tornare a casa dove mi attendevano un marito pieno di affetto e stima e due angioletti che aspettavano le cure e l’amore della mamma. I sacrifici e il duro lavoro sono stati ampiamente ripagati da tutti i vantaggi morali e materiali che ne sono derivati. Ho appreso delle nuove tecniche per la somministrazione dell’insulina e immediatamente ho potuto essere inserita nel gruppo dei primi diabetici con micro. Ho incontrato i migliori specialisti e con essi ho instaurato un rapporto di fiducia e scambio di opinioni, da essi ho ricevuto un incarico di responsabilità condivisa per la gestione del diabete e questo mi ha fatto sentire padrona di me stessa. Non più esami e giudizi ma collaborazione nella gestione del mio diabete! Sono passati quasi quarant’anni dal giorno in cui mi dissero: “Hai il diabete!” Oggi sto molto meglio di quel giorno e dei seguenti 15 anni grazie all’associazione che mi ha permesso e mi permette di essere continuamente aggiornata, informata, formata. Non mi stancherò mai di invitare giovani e meno giovani a partecipare non solo alle attività programmate dall’associazione, ma anche a farsi carico del lavoro per l’associazione; i vantaggi sono innumerevoli e tutti concorrono a migliorare il rapporto, la cura del diabete e ovviamente a prevenire le complicanze. Se la scusa per non aderire alle attività associative è la poca disponibilità di tempo, sarà bene ricordare che il tempo trascorso aiutando gli altri diabetici è ampiamente ripagato.

Maria Luigia Mottes
Associazione diabetic della Provincia di Milano