Il buongiorno si vede dal mattino

Il buongiorno si vede dal mattino, attorno alla tavola imbandita per la prima colazione e insieme con tutta la famiglia. Soprattutto i ragazzi non dovrebbero perdere mai questo appuntamento quotidiano in quanto chi lo manca ha maggiore difficoltà di concentrazione, di attenzione e di apprendimento durante le ore scolastiche. Inoltre, chi va a scuola senza aver fatto colazione rischia più degli altri di diventare obeso, in quanto mangia troppo durante gli altri pasti, soprattutto durante lo stacco per la merenda del mattino. Uno degli errori più comuni nell’alimentazione dei ragazzi italiani è proprio quello di saltare la prima colazione. Rispetto ai coetanei europei, gli italiani sono quelli che vanno scuola più frequentemente a stomaco vuoto: 19% (1 su 5) contro l’1% dei tedeschi, il 5% dei francesi, il 9% degli inglesi. Il che significa che ogni giorno circa 1 milione di ragazzi italiani di 6 – 14 anni esce di casa a digiuno da almeno otto ore con la prospettiva di restarvi per altre 5 ore, fino al momento del pranzo.

 Come si spiega il fenomeno?
I primi ad essere imputati sembrano essere i genitori che danno il cattivo esempio uscendo di casa al mattino di corsa e bevendo una tazza di caffè sull’uscio. Secondo i dati ISTAT 2001, il 30% degli adulti italiani non fa colazione o se la fa si limita a un caffè. Ma ci sono altre due cattive abitudini da imputarsi ai ragazzi, questa volta: quella di andare a letto troppo tardi e quella di fare lo spuntino serale. È stato calcolato che il 70% dei bambini che frequentano la scuola elementare va a letto dopo le 21,30 e il 41% di quelli che vanno alle medie dopo le 22,30. Il 36 % ha l’abitudine di prendere uno spuntino prima di coricarsi. Risultato: alla mattina non riescono a svegliarsi in tempo per fare la colazione o non hanno appetito. Dal punto di vista quantitativo, una corretta prima colazione deve fornire circa il 20% delle calorie dell’intera giornata in modo da apportare all’organismo tutta l’energia necessaria per rimetterlo in moto dopo il “letargo” notturno e per poter affrontare le ore più impegnative della giornata. I carboidrati (o zuccheri) rappresentano la fonte principale di energia per l’organismo, soprattutto per il cervello. La colazione a base di carboidrati ha effetti positivi sull’umore ma, soprattutto, migliora in maniera significativa la memoria e rende più lucidi ed efficienti già dalle prime ore del mattino. È stato provato che i macronutrienti presenti in equilibrio nella prima colazione potenziano il funzionamento del lobo  frontale dove sono situati i centri della memoria, attivano il rilascio di acetilcolina durante l’apprendimento, aumentano la disponibilità di triptofano a livello cerebrale che rende la memoria più veloce. Uno studio dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione ha verificato su ottomila bambini che coloro che saltano la prima colazione sono più frequentemente in sovrappeso (29%) o obesi (15%) di quelli che la fanno con regolarità (25 e 10% rispettivamente). 

Da un’indagine compiuta dalla Scuola di specializzazione in Pediatria dell’Università di Parma su 1500 bambini di 6 – 12 anni di età è emerso che a colazione il 60% predilige latte, cereali, biscotti o altri prodotti da forno. A questi se ne aggiungono altri distanziati di parecchie lunghezze, a seconda dei gusti: frutta (5%), yogurt (5%), marmellata (25%). I coetanei francesi si allineano a quelli italiani consumando un petit déjeuner  a base  di carboidrati (croissant o baguette), latte e burro. È preferibile che il burro venga consumato nelle giuste quantità, o meglio ancora, sostituito da latte o yogurt. Anche gli inglesi mangiano più o meno correttamente al mattino quando preferiscono a colazione latte più cornflakes; ma la correttezza svanisce di fronte alle uova al bacon. In Germania, la prima colazione è quasi del tutto priva di carboidrati e ricca di proteine e grassi, essendo caratterizzata da uova fritte con wurstel e formaggio. Il breakfast a stelle e strisce è molto diverso. Gli americani bevono a colazione caffè lungo, succo di arancia, tè, mentre il latte viene spesso consumato a pranzo. Ad accompagnare queste bevande sono gli alimenti salati, quali prosciutto cotto, formaggio, uova, pane e burro. Insomma, una colazione ricca di grassi, da evitare o da consumare solo da persone che svolgono un’attività fisica molto intensa o per coloro che per diversi motivi sono costretti a saltare o ridurre al minimo il pranzo; per questo, è la meno adatta ai bambini. Sicuramente non esiste un “breakfast modello”, dato che ogni tipo di colazione è composta da alimenti diversi, ma, in linea teorica, la colazione più salutare è quella ricca di carboidrati complessi, latte e frutta. Da questo punto di vista, la classica colazione all’italiana rappresenta un buon modello nutrizionale, anche per i bambini con il diabete, in quanto è caratterizzata da una elevata digeribilità e da un giusto potere saziante. Poiché la prima colazione rappresenta l’input di avvio per affrontare l’impegnativa giornata dei bambini, è bene non rinunciarvi ma, anzi, ritagliarsi il tempo necessario per consumarla con tranquillità e magari mettere in moto la propria fantasia variandola ogni giorno. 

Brunella Iovane
Diabetologia Pediatrica Parma

Maurizio Vanelli
Centro Regionale e Interuniversitario di Diabetologia Pediatrica
Università degli Studi di Parma