Il bambino sulla neve

Lo sci rappresenta oggi uno sport praticato da molti giovani e le piste sulla neve sono frequentate da principianti, esperti sciatori e fanatici della discesa. Per i più piccoli le discese sugli sci rappresentano un’esperienza divertente, ma anche molto faticosa; si tratta per loro non solo di apprendere la tecnica, ma anche di essere in grado di schivare gli altri sciatori presenti sulle piste. La maggior parte dei bambini impara a sciare durante lezioni collettive con maestri di sci che li affiancano per due o tre ore lungo piste di difficoltà adeguata alla capacità degli allievi. Anche il bambino con diabete può cimentarsi in questo sport insieme ai coetanei e i loro genitori dovranno sforzarsi di vincere i timori nell’affidare il figlio per qualche ora ai maestri di sci. La paura più grande è generalmente legata alla possibilità che si verifichino episodi di ipoglicemia, ma esistono strategie preventive per evitare tali rischi.

La prevenzione è facilmente ottenuta dalla drastica riduzione delle dosi insuliniche che, per attività sportive con dispendioso sforzo fisico, può aggirarsi attorno ai 30-50 % delle dosi usuali. Il monitoraggio delle glicemie permetterà di verificare l’adeguatezza delle dosi insuliniche scelte, tenuto conto che in tali situazioni i valori glicemici compresi tra 100-180 mg sono da ritenersi adeguati. I maestri di sci sono in genere abilissimi nel gestire i mille piccoli imprevisti che si possono verificare sulle piste, ma raramente sono in grado di garantire l’esecuzione delle glicemie o una corretta gestione di una ipoglicemia. Per poter verificare, d’accordo con l’istruttore, la condizione del bambino, sarebbe consigliabile che il genitore possa fare le stesse piste battute durante la lezione collettiva dal gruppo di sciatori in erba, figlio compreso. Tale controllo a distanza della situazione dovrebbe essere attuato con discrezione, al fine di evitare un disagio al bambino inserito nel gruppo. Qualora il genitore non sia in grado di sciare, può orientarsi per lezioni di breve durata (un’ora), controllando la glicemia del bambino prima che inizi la lezione e, in presenza di glicemie inferiori a 100 mg, facendogli assumere un piccolo spuntino. Quando si misura la glicemia sui campi di sci, è opportuno ricordare che taluni reflettometri, al disotto di certi limiti di temperatura, non funzionano o forniscono risultati alterati. Si consiglia quindi, prima di partire, di verificare tale aspetto sul libretto di istruzioni del reflettometro. Per i più grandicelli, già abili sciatori che non necessitano della supervisione di un istruttore di sci, è importante sciare sempre in compagnia di amici o parenti evitando acrobazie o pericolose bravate in zone pericolose fuori pista, che possono causare rischi inutili. Durante le settimane bianche trascorse in albergo i pasti sono generalmente più abbondanti ed ipercalorici rispetto alle abitudini casalinghe; anche per i giovani con diabete si possono tollerare “strappi” alle regole alimentari seguite solitamente. Quasi sempre l’eccesiva alimentazione viene conpensata dall’aumentato dispendio di energie richiesto dalle sciate, ma, qualora le glicemie risultino troppo alte, piuttosto di imporre costantemente restrizioni alimentari, sarà meglio aumentare di qualche unità le dosi di insulina ad azione rapida. Al termine delle giornate di intensa attività sportiva è opportuno considerare l’eventuale rischio di ipoglicemia notturna tardiva, connesso al ripristino delle scorte zuccherine del corpo (glicogeno) utilizzate durante l’attività fisica. Il ripristino di “glicogeno” avviene durante le ore di riposo notturno e può causare un importante calo glicemico con conseguente manifestazione ipoglicemica anche di forte entità. Tale evento può essere evitato riducendo le dosi di insulina lenta, iniettate a cena o prima di coricarsi, del 20-30 % circa rispetto alle dosi usuali. Al ritorno a casa, con la ripresa dei soliti ritmi casalinghi, per evitare inutili periodi di iperglicemia, è importante riprendere rapidamente (entro 24-36 ore) le usuali dosi insuliniche.

Emilio Bognetti
Centro di Endocrinologia infantile e dell’adolescenza.
Istituto H.S. Raffaele – Milano