I MICROINFUSORI: come, quando, perché!

L’ottimizzazione del controllo glico-metabolico nel giovane con diabete mellito tipo 1 rappresenta un obiettivo fondamentale e irrinunciabile, che può essere raggiunto grazie a terapia insulinica intensiva, autocontrollo, alimentazione corretta e attività fisica regolare. In alcuni pazienti il compenso metabolico è insufficiente non solo a causa di una scarsa compliance personale e familiare, ma anche quando l’autocontrollo è praticato con impegno e sono costanti i contatti fra paziente e medico curante. Uno scadente compenso glico-metabolico predispone a episodi di chetoacidosi, a crisi ipoglicemiche anche gravi, a ritardo di crescita e di sviluppo puberale. In caso di mancato raggiungimento di un buon controllo metabolico, nonostante la terapia insulinica intensiva con multiple somministrazioni giornaliere, è indicato l’utilizzo del microinfusore. Il microinfusore è un dispositivo che permette l’erogazione costante di insulina sottocute, al fine di mantenere una adeguata insulinizzazione basale e la somministrazione di boli ai pasti, per evitare sbalzi glicemici e di correggere le iperglicemie. L’impiego del microinfusore permette di migliorare sia il compenso metabolico grazie a una più corretta farmacocinetica dell’insulina sia la qualità di vita dei pazienti, poiché consente una maggiore flessibilità di orari, lo svolgimento di attività fisica anche estemporanea e riduce i condizionamenti legati alla terapia insulinica multi-iniettiva. Il microinfusore è indicato in pazienti altamente motivati, adeguatamente istruiti ed educati alla pratica dell’autocontrollo, che presentano:
✔ instabilità glicemica, non corretta dopo ripetuti adattamenti della dose di insulina;
✔ effetto alba;
✔ ipoglicemie inavvertite;
✔ gravidanza programmata o gravidanza in corso;
✔ necessità di stile di vita più flessibile: viaggi, turni lavorativi, attività sportiva intensa.

Nei pazienti candidati al posizionamento del microinfusore è programmato un percorso di istruzione suddiviso in 3 fasi:
1. educazione pre-posizionamento;
2. iniziazione all’uso del microinfusore, con riguardo a:
✔ adattamento delle dosi di insulina;
✔ manutenzione dello strumento;
✔ gestione delle situazioni di emergenza;
3. educazione post-posizionamento.

Nel corso della prima fase il paziente viene informato dal pediatra diabetologo sui rischi e i benefici del microinfusore, e sugli aspetti tecnici del suo utilizzo. Il curante verifica anche la corretta esecuzione dell’autocontrollo, la capacità del paziente di riconoscere e trattare le ipo/iperglicemie. Nella seconda fase avviene il posizionamento del microinfusore, durante un breve ricovero ospedaliero. Con il microinfusore si impiega preferibilmente l’analogo ad azione rapida (ultrarapida), per la sua maggiore flessibilità di utilizzo. Il fabbisogno insulinico iniziale rappresenta il 75-80% della dose complessiva giornaliera; di questa quantità, il 50% viene somministrato sotto forma di basale e il rimanente 50% nei 3 boli preprandiali (20% a colazione, 40% a pranzo, 40% a cena, rispettivamente). Inoltre, durante la seconda fase, il paziente apprende le procedure di manutenzione dello strumento, in particolare: sostituzione del set infusionale e delle batterie, erogazione dei boli, sospensione dell’infusione e corretta interpretazione degli allarmi. Nella terza fase del percorso formativo il paziente viene istruito a programmare le dosi di insulina (basale e boli) e ad adattarle in corso di malattie intercorrenti, attività fisica, mestruazioni. La programmazione delle dosi di insulina tiene conto del target glicemico concordato dal medico e dal paziente. Il microinfusore può essere staccato per brevi periodi (es. doccia) senza alcun provvedimento particolare; in caso di sospensione per 1-4 ore è consigliato praticare un bolo aggiuntivo, mentre in caso di distacchi superiori a 4 ore è necessario praticare insulina sottocute. Numerose esperienze in età pediatrica dimostrano che in pazienti molto motivati e adeguatamente istruiti il microinfusore migliora l’andamento glico-metabolico, senza dover incrementare il fabbisogno insulinico. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla persistenza nel tempo dei risultati ottenuti.

Giuseppe d’Annunzio
II Clinica Pediatrica Università di GenovaIstituto G. Gaslini
Genova

Nicola Minuto
Servizio di Diabetologia Pediatrica dell’IRCCS Gaslini di Genova.