Ho il diabete: devo vaccinarmi?

La vaccinazione rappresenta il mezzo più semplice e sicuro per proteggere il bambino contro processi infettivi, alcuni dei quali dagli esiti potenzialmente invalidanti e/o mortali. Ciascun vaccino agisce stimolando una risposta immunitaria attiva che difende l’organismo dall’infezione: il vaccino diventa quindi una sorta di “alleato” del sistema immunitario, in grado di potenziarlo al momento giusto contro “i nemici” che periodicamente lo sfidano.
Vaccinare la popolazione è un compito fondamentale della Sanità Pubblica: la presenza di soggetti immuni, in quanto vaccinati, è in grado di frenare o addirittura di interrompere la catena di trasmissione di specifici patogeni. Ecco quindi che l’azione primariamente indirizzata al singolo, porta a un tempo beneficio all’intera collettività!
Basti pensare che proprio grazie ai vaccini, malattie tanto temute in passato (vaiolo, poliomelite, tetano, rosolia con le sue gravi ripercussioni sul feto.. ) sono oggi solo un lontano ricordo. In linea generale, non esiste alcuna controindicazione alla vaccinazione, se non per gli individui con alterazioni del sistema immunitario congenite o acquisite (pazienti con HIV, in terapia immunosoppressiva, in terapia steroidea, splenectomizzati…). Per quanto riguarda il diabete, innanzitutto vale la pena ricordare che i bambini che ne sono affetti hanno un sistema immunitario normale, tranne che nel caso di scompenso metabolico cronico, in cui l’iperglicemia e la chetosi determinano un deficit della risposta immunitaria cellulo-mediata, rendendoli più suscettibili ad alcuni processi infettivi. Pertanto la loro immunocompetenza li rende capaci di difendersi dalle infezioni come i loro coetanei, come pure di sottoporsi alle vaccinazioni senza timori di esiti che invece potrebbero capitare in pazienti con deficit immunologici di varia natura. Tutti i soggetti con diabete possono quindi sottoporsi al calendario vaccinale nazionale, senza dover ricorrere a particolari precauzioni se non quelle di:
inoculare il vaccino in zone diverse da quelle più utilizzate per la somministrazione di insulina
programmare la vaccinazione in un momento di buon controllo metabolico
ricordare che tutti i vaccini possono dare reazioni (febbricola, rash cutaneo…), generalmente di breve durata e intensità, che potrebbero avere dei temporanei “riflessi negativi” sull’equilibrio glicemico, richiedendo adeguati aggiustamenti delle dosi di insulina, come peraltro accade in tante altre situazioni (stress, esami, intensa attività fisica…)
rispettare gli intervalli di tempo previsti fra una dose e la successiva e non interrompere arbitrariamente il ciclo vaccinale, magari per la comparsa di banali manifestazioni, che potrebbero non essere necessariamente correlate alla vaccinazione stessa
ricordare che l’esordio del diabete non rappresenta alcun ostacolo a proseguire il calendario, che andrà completato con i richiami prestabiliti alle varie età.
Il calendario vaccinale in Italia prevede alcune vaccinazioni obbligatorie (poliomielite, difterite, tetano, epatite B) e altre raccomandate (pertosse, Haemophilus Influenzae, morbillo, rosolia, parotite, meningococco C, pneumococco, influenza e papilloma virus). Tale calendario è suscettibile di variazioni secondo le normative regionali: ad esempio il nostro Veneto con il DL 1° gennaio 2008 si è uniformato alla Comunità Europea e ha reso tutte le vaccinazioni facoltative. Ciò ha comportato una maggiore assunzione di responsabilità del Servizio Sanitario Regionale verso i cittadini e contemporaneamente un cambiamento del ruolo dei genitori: da esecutori passivi di un obbligo imposto a esecutori attivi nella scelta di tutelare il proprio figlio da malattie prevenibili con le vaccinazioni. Tra le vaccinazioni attualmente disponibili, ci soffermeremo sulle due su cui si sollevano con maggior frequenza gli interrogativi dei genitori: l’antinfluenzale, che ogni anno rappresenta motivo di riflessione e la vaccinazione anti-HPV che per la sua recente introduzione è ancora poco conosciuta.

 VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE:
La stagione invernale è ormai arrivata e con essa il consueto pronostico dei media sulla “pandemia pressoché inevitabile”, che costerà alla collettività quasi come una finanziaria: l’influenza! Fortunatamente, l’ineluttabilità dell’influenza è “arginata” dal vaccino che annualmente è adeguato al mutare del ceppo virale. Ogni anno è invitata a sottoporsi alla vaccinazione la popolazione a rischio: bambini di età <2 anni, anziani >65 anni, personale sanitario, malati cronici tra cui sono sempre nominati i diabetici! A tal proposito, ci sentiamo di sottolineare l’importanza della vaccinazione in alcune categorie di diabetici:
– anziani con complicanze della malattia diabetica e/o patologie cardiache, polmonari e neurologiche tipiche dell’età;
– bambini in età pre-scolare, che come tutti i compagni di asilo, hanno elevato rischio
di ammalare, essere ospedalizzati e presentare complicazioni;
– soggetti che oltre al diabete presentano altre patologie croniche (asma, infezioni polmonari ricorrenti, fibrosi cistica..) che fanno significativamente aumentare il rischio di complicanza polmonare.
E come comportarci con tutti gli altri?
Bisogna tenere presente che l’influenza è spesso temuta non tanto per i sintomi (il più delle volte contenuti), quanto per le possibili ripercussioni sull’equilibrio metabolico: in corso di infezione vi è un’aumentata secrezione degli ormoni “dello stress” (catecolamine) che contrastano l’azione dell’insulina, aumentando la dismissione epatica di glucosio e riducendone l’uptake muscolare. È quasi inevitabile quindi la comparsa di scompenso chetoacidosico. Benché siamo certi che tutti lo sappiano gestire, certamente l’impegno è rilevante: bisogna intensificare il monitoraggio glicemico, adeguare la dieta, aggiustare la terapia insulinica, eseguire supplementi di insulina…Tutto ciò disturba l’intero nucleo familiare, richiedendo nel caso dei bambini, la presenza costante di un genitore, che non sempre può assentarsi dal lavoro con facilità. Al fine di arginare questi spiacevoli inconvenienti, ben venga la vaccinazione!!

VACCINAZIONE ANTI-HPV (antiPapillomavirus)
È disponibile in Italia dal 2008 e fornito gratuitamente alle dodicenni. Il razionale della scelta del Ministero del Salute di offrire il vaccino a tale età si basa sullo scopo di garantire l’immunità prima dell’inizio dell’attività sessuale (sempre più precoce oggigiorno): il vaccino infatti sembra non aver alcun effetto se la donna è già venuta a contatto con il virus. La strategia della campagna si basa sul tentativo di ridurre la diffusione dei due genotipi più oncogeni dell’HPV (16 e 18). Allo stato attuale, benché vi siano dati incoraggianti in letteratura, non vi è ancora un parere univoco sui reali benefici e sulla durata della protezione a distanza (necessità di richiami?). Tale dato, unitamente al costo elevato, costituisce il principale fattore che ne limita la diffusione di massa. Di fronte a queste considerazioni, ricordiamo che il diabete non rappresenta né un’indicazione assoluta, né una controindicazione alla vaccinazione. In ultimo, vogliamo sottolineare che non esiste alcuna correlazione tra le vaccinazioni e l’insorgenza di patologie croniche. Anche per quanto riguarda il diabete, benché nel decennio scorso si sia cercato di dimostrare una qualche responsabilità dei vaccini nella patogenesi della malattia, i dati attuali portano a un unico epilogo: “Non è stata dimostrata una relazione causale fra la vaccinazione e il diabete tipo 1”.

Carlamaria Monciotti
Dipartimento di Pediatria Università di Padova
Stefania Innaurato
Servizio di Diabetologia
Dipartimento di Pediatria
Università di Padova