Dovrò fare una professione che non mi piace?

Caro Professore,
sono uno studente liceale, diabetico da 8 anni. Dopo un difficilissimo approccio con la malattia, ora mi sono tranquillizzato: il diabete me lo debbo tenere, tanto vale organizzarsi e tirare avanti. Un solo problema mi assilla: quando in classe si fanno delle indagini per capire che strada gradiremmo prendere dopo la maturità, mi trovo in grave imbarazzo. Il dilemma è riconducibile al dubbio se sarò costretto a scegliere una libera professione, in modo da non dover dipendere da nessuno, ovvero se, come mi piacerebbe, in futuro potrò entrare nel tessuto produttivo di un’industria. Tuttavia da numerose letture mi sono convinto che nelle aziende, a parità di meriti, si opta per soggetti non diabetici. Allora dovrò per forza fare una professione che non mi piace?
Alessandrino – Ravenna 


Caro amico,
non so da quali letture tu tragga la convinzione di essere discriminato circa una occupazione, devo immaginare di carattere manageriale, nell’ambito della produzione industriale. Lo statuto dei lavoratori vieta le discriminazioni fra i dipendenti e altrettanto fa, con specifico riferimento al diabete, la legge 115/87, la quale nell’art. 8, comma 1, esclude “qualsiasi forma di discriminazione” nei riguardi dei malati di diabete, riconoscendo loro il diritto di  accesso a posti di lavoro pubblico e privato”. Il lavoratore che ritenga di essere discriminato (inserito in un licenziamento collettivo, privato di un atteso avanzamento di carriera o assegnato a mansioni di minor contenuto a causa del diabete) ha quindi la legge dalla sua parte. Per quel che riguarda la salute sul posto di lavoro la legge prevede la figura del Medico Competente, a cui viene affidata la visita pre-assunzione e i controlli periodici della salute del lavoratore. Il Medico Competente, vincolato alla segretezza professionale,  ha mandato di assicurare che le mansioni (o altri aspetti del lavoro) affidate a ciascun lavoratore non configurino dei rischi. E per proteggere dai rischi il lavoratore non è tenuto a svelare la malattia ma solo ad indicare attraverso quali modalità l’attività stessa deve svolgersi. Mi domando in quale modo il diabete possa essere di ostacolo all’attività che tu sogni. I tuoi timori sono quindi chiaramente infondati e nessuno potrà impedirti di lavorare nel campo che preferisci. Stai tranquillo.

Francesco Prisco
Servizio Regionale di Diabetologia Pediatrica “G. Stoppoloni” 
II Università di Napoli