Dieta o educazione alimentare?

L’alimentazione è senza dubbio il più antico fra gli aspetti di terapia del diabete mellito di tipo1. Già nel 550 a.C. venivano consigliati o proibiti cibi particolari per i pazienti con diabete. Il ruolo degli alimenti e dei costituenti da privilegiare o da escludere nella dieta dei pazienti con diabete mellito di tipo1 ha suscitato nel corso degli anni molte controversie e il problema “dieta” costituisce senza alcun dubbio una delle principali fonti di ansietà per i genitori dei bambini al momento della diagnosi.
Nel linguaggio corrente la parola “dieta” assume il significato di privazione, limitazione e comunque sacrificio. In realtà la cosiddetta “dieta per diabetici”, è semplicemente il controllo di un’alimentazione spesso irrazionale e sbilanciata.
Scopo dell’alimentazione nel diabete mellito è prevenire picchi iperglicemici al fine di evitare l’insorgenza e la progressione delle complicanze micro e macrovascolari e di ottenere un livello di lipidi nel sangue idoneo a ridurre il rischio cardiovascolare.
Tutto questo, ovviamente, garantendo un adeguato apporto calorico sufficiente ed appropriato per un accrescimento staturo-ponderale ottimale e un normale sviluppo puberale. Gli orientamenti nutrizionali sono andati modificandosi negli ultimi decenni: da una demonizzazione dei carboidrati alimentari, con proibizione del pane, della pasta, dei dolci, che caratterizzava i primi approcci dietetici degli anni Trenta e Quaranta, si è passati ad una loro progressiva “liberalizzazione” unitamente all’adattamento della terapia insulinica. Secondo le attuali Linee Guida dell’American Diabetes Association (ADA) e dell’International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes (ISPAD), le raccomandazioni dietetiche devono interessare non solo il bambino ma tutta la famiglia, in quanto i fabbisogni nutrizionali per i soggetti con diabete mellito di tipo 1 sono gli stessi dei loro coetanei. Pertanto, l’alimentazione rispetta le indicazioni dei Livelli di Assunzione Giornalieri Raccomandati di Energia e Nutrienti (L.A.R.N.) elaborate dalla Società Italiana di Nutrizione Umana (S.I.N.U.) nel 1996.
Al fine di evitare aumenti incontrollati della glicemia nonché rischi di ipoglicemia, diventa importante prestare particolare attenzione in riferimento alla quantità, alla distribuzione e soprattutto all’orario dei singoli pasti; in questo senso una regolare distribuzione dei pasti e degli spuntini nell’arco della giornata rimane il mezzo più efficace per ottenere tali risultati. È evidente che devono essere considerati aspetti di ordine pratico, propri al diabete mellito di tipo 1, che obbligano il bambino all’osservanza di regole comportamentali tali da garantire un buon controllo metabolico: la terapia dietetica-nutrizionale dovrebbe tenere conto soprattutto delle interazioni tra insulina, alimenti e attività fisica. È importante quindi, responsabilizzare i pazienti sulle loro scelte alimentari non più attraverso una prescrizione dietetica, ma attraverso un buon programma di educazione alimentare che sia in grado di fargli acquisire la giusta conoscenza tecnica per adattare la dose di insulina al pasto.
Il Centro Regionale di Diabetologia Pediatrica dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova affronta con i suoi piccoli pazienti il tema dell’alimentazione, inserendo l’educazione alimentare nell’ambito dei programmi generali di educazione sanitaria, mediante colloqui informativi rivolti al bambino e al gruppo familiare.
Tali colloqui, svolti durante il ricovero e in ambulatorio, alla diagnosi e nel corso del controllo longitudinale, hanno lo scopo di informare il gruppo familiare su: cause e patogenesi del diabete mellito tipo 1, meccanismi e tempi di azione delle varie insuline, gestione dei dosaggi insulinici, gestione degli eventi particolari, quali malattie intercorrenti, attività fisica e ipoglicemie, significato del controllo glicemico e delle urine e, appunto, educazione alimentare. Tali aspetti vengono affrontati, nella pratica, anche nell’ambito di campi scuola di istruzione organizzati dal Centro che sono diventati ormai una tappa fondamentale nel percorso educativo dei suoi pazienti.
In conclusione, riteniamo che il concetto di “dieta” per il paziente con diabete mellito tipo 1, debba essere abbandonato e sostituito con il più adeguato concetto di educazione alimentare e che una costante e armonica interazione tra diabetologo e dietista è necessaria al fine di ottenere i risultati attesi.

Laura Capelli
Dietistica all’Università di Genova

Nicola Minuto
UO Clinica Pediatrica,
Centro di Diabetologia, IRCCS Istituto G. Gaslini, Genova