Dialogo sulla merenda

Ciao Raf.
Salve Prof.
Scommetto, Raf, che anche tu, come i tuoi compagni, hai atteso con impazienza che stamattina suonasse la campanella dell’ intervallo.
Ovvio, è il momento della ricreazione. Ora vado in cortile a giocare…
Ti accompagno… Lo sai che sono trascorse quasi tre ore da quando sei entrato in classe?
Sì, e ad esser sincero, mi sento anche un poco stanco…
È così. Nell’ultima mezz’ora ti ho visto distratto, hai sbadigliato almeno tre volte…
E mi sono sentito anche la testa pesante…
Eppure non hai fatto sforzi, anzi sei stato quasi sempre seduto.
E allora com’è possibile che mi senta stanco, Prof .?
Sei stanco perché il tuo cervello ha lavorato molto in queste tre ore di scuola: ti fa fatto capire le lezioni, ti ha fatto fare bella figura nell’interrogazione, ti ha fatto risolvere quel problema di matematica difficile. Non ha smesso un attimo di lavorare…
Prof, il cervello non ha muscoli… come può stancarsi?
È vero, non ha muscoli, ma in compenso ha milioni di piccoli motorini, chiamati cellule del cervello, sempre in funzione, giorno e notte,  per consentirci di parlare, scrivere, giocare, studiare, riposare, mangiare… vivere insomma. Sarebbe un bel guaio se solo uno di questi si fermasse… In alcuni momenti della giornata, questi motorini vengono sottoposti a sforzi maggiori, come a scuola o quando fai i compiti, e allora consumano molto carburante. Il pieno che hai fatto con la prima colazione dura solo qualche ora e, quando scarseggia, le cellule del cervello, come del resto tutte le cellule del corpo, battono la fiacca per risparmiarlo. Ricorda, le cellule del cervello non possono mai fermarsi… possono al massimo rallentare. E quando lo fanno sai che cosa succede, Raf?
OK, forse ho capito: rallento anch’io… impiego più tempo a risolvere un problema… mi stanco…
Proprio così, Raf. Incominci a sbadigliare, ti senti fiacco, la testa si fa pesante, rendi meno, avverti il bisogno di una sosta…  e di mangiare qualcosa
Mangiare per rifornire di carburante i motorini stanchi del mio cervello?
Grande, Raf. E sai quale carburante scegliere?
Beh, di solito, ci pensa la mamma…
Vediamo, che cosa ha consigliato, oggi
Una mela…
Ottima scelta, Raf, hai una mamma molto attenta.
Mah, qualche volta non fa i semafori…
Però sa scegliere bene il carburante per il tuo cervello. Devi sapere che la mela è un frutto ricco di acqua e di zucchero, proprio il carburante di cui ha bisogno un cervello affaticato. Questa miscela entra direttamente nei serbatoi delle cellule del cervello fornendo l’energia per accelerare il loro funzionamento. Forza, dai il primo morso alla mela e non perdere altro tempo. Hai davanti a te almeno altre tre ore di scuola durante le quali i motorini del cervello saranno sottoposti a grandi sforzi. Devi metterli nella condizione di girare al massimo perché tu possa rendere al massimo. Fra pochi minuti ti sentirai più in forma ed entrerai in classe ricaricato…
Non dirmi, Prof., che le miei cellule del cervello funzionano solo a mela!
No, funzionano a zucchero, Raf, un nutriente che puoi trovare in un’infinità di altri alimenti. Nella mela come nell’arancia, nella pera, nella banana e nella frutta fresca in genere, da dove questo zucchero, essendo contenuto pronto per l’uso, arriva rapidamente al cervello. Quando sei stanco, mangia un frutto, Raf, e ti sentirai meglio.
Guarda, Prof., Giò sta mangiando un panino… anche la sua mamma è in gamba e per di più non sbaglia i semafori…
OK, Raf. Anche nel pane di Giò è presente zucchero, uno zucchero speciale, non dolce, che prima di essere utilizzato dalle cellule del cervello ha bisogno di essere trasformato nello zucchero pronto per l’uso della mela o della frutta. La trasformazione richiede qualche tempo, per un panino come quello di Giò ci vorranno almeno due ore.
Se adesso sono le 10:30, significa, Prof, che le cellule del cervello di Giò dovranno aspettare fino alle 12:30 prima di riempire il serbatoio e riprendere a funzionare velocemente…
Bravo, Raf, hai colpito nel segno. A metà mattina, quando suona la campanella e il tuo cervello incomincia ad essere stanco perché ha consumato le riserve della prima colazione, devi aiutarlo a riprendersi subito mettendogli a disposizione un carburante pronto per l’uso, proprio quello contenuto prevalentemente nella frutta.
E le merendine che mi piacciono tanto? Sono dolci quanto la mela o l’arancia…
Sei un tipo tosto, Raf, me l’aspettavo. Le merendine stanno a metà tra la tua mela e il panino di Giò, in quanto contengono zucchero pronto per l’uso, soprattutto quelle alla frutta e alla marmellata, e zucchero disponibile con qualche ora di ritardo, proprio come quello del panino di Giò. Sono una buona alternativa per la merenda, ma attento: sono ricche di grasso e se ne mangi troppe possono farti male.
Anche a me, Prof, piacerebbe che la mamma preparasse qualche volta un panino per merenda…
Certo che puoi. Che ne dici di un tramezzino al prosciutto e un’arancia?
Un tramezzino? Quello del bar?
Si, proprio quello, ma senza schifezze dentro come maionese, salse o formaggio. Prendi una fetta di pane da toast e tagliala in modo da fare due triangoli, mettici in mezzo una o due fette di prosciutto, crudo o cotto come vuoi tu, se ti piace aggiungi anche una foglia di lattuga per fare un “tramezzino primavera”, avvolgi il tutto in carta stagnola e infilalo nello zaino insieme con l’arancia. Al posto del pane puoi usare i crakers o le fette biscottate. Ti consiglio di fare questo tipo di merenda quando al mattino devi fare, accanto all’attività in classe, ginnastica o una partita con i tuoi compagni, in quanto devi riempire i serbatoi di due tipi di cellule: quelle del cervello, che tanto lavorano in classe, e quelle dei muscoli che di consentono di correre e di fare goal.
Prof, io di merende ne faccio due al giorno, una a scuola e l’altra il pomeriggio a casa

Eccellente abitudine, Raf. Per la merenda del pomeriggio valgono le stesse considerazioni fatte per quella del mattino. Immagino che il pomeriggio tu faccia i compiti e ti prepari per le interrogazioni del giorno dopo. Quindi sottoponi il tuo cervello a uno sforzo importante, durante il quale le cellule del cervello hanno bisogno di energia pronta per rendere al massimo. Puoi scegliere la merenda che preferisci, ma ricorda di dare la precedenza agli alimenti contenenti zucchero pronto per l’uso, perché è di questo che i motorini del cervello hanno bisogno per girare prontamente e al massimo dei giri. Vanno benissimo la frutta, il tramezzino, la crostatina e, perché no, lo yogurt versato sopra una macedonia di frutta fresca.
La maestra ci ha detto che i bambini che fanno merenda sono più intelligenti di quelli che non la fanno. Che cosa ne pensi, Prof.?
La penso come la tua maestra.
È stato provato che i ragazzi della tua età che fanno sempre merenda al mattino a scuola, e al pomeriggio a casa, sono quelli che stanno più attenti alle lezioni, che fanno meno assenze, che rispondono meglio alle interrogazioni. Non dimenticare però di fare anche attività fisica, è sufficiente mezz’ora, per sgranchirsi i muscoli, dare ossigeno al cervello, per distrarsi un poco. Non è indispensabile andare in palestra o in piscina. È sufficiente passeggiare, andare in bici… a proposito, hai forse un cane? Si? Sei un ragazzo fortunato, Raf, mettilo allora al guinzaglio… e buona passeggiata. Ehi, guarda che mancano pochi minuti alla campanella del rientro in classe. Adesso che hai finito la mela fai almeno tre giri del cortile di corsa.
Non dimenticarlo: sei vuoi stare bene, mangia sano e fai del moto, a piedi o in bicicletta, di corsa o marciando, da solo o meglio in compagnia. Auguri, Raf.

Maurizio Vanelli
Centro Regionale di DiabetologiaClinica Pediatrica
Università di Parma