Diabete e Lavoro

L’accesso al lavoro costituisce il problema più grave di inserimento e non mancano le problematiche relative alla pratica delle attività fisiche e sportive, in considerazione che queste fanno parte della stessa terapia del diabete. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, ma non tutti per vari motivi possono beneficiare di questa uguaglianza. Molte sono le cause della disuguaglianza che si manifesta nei vari settori della vita sociale, tra queste quelle relative alle limitazioni fisiche nei confronti delle quali la legge, per le più gravi, interviene mediante canali di avviamento privilegiati, come nel lavoro. Le limitazioni fisiche non sempre vengono considerate oggettivamente per quello che sono e in rapporto al lavoro che si deve svolgere, spesso sono causa di mancato inserimento. La sola condizione di malattia, che non è la stessa cosa di limitazione fisica, può rendere impossibile o limitare l’assunzione e la conservazione del posto di lavoro. È il caso di numerosi diabetici, costretti, con tutte le conseguenze che ne derivano, a non dichiarare il diabete , a non essere assunti, a perdere il posto di lavoro.
La legge 115/87 all’art. 8 stabilisce che “la malattia diabetica, priva di complicanze invalidanti, non costituisce motivo ostativo al rilascio del certificato di idoneità fisica per l’iscrizione nelle scuole di ogni ordine e grado, per lo svolgimento di attività sportive a carattere non agonistiche, per l’accesso ai posti di lavoro pubblico e privato, salvo i casi per i quali si richiedono specifici, particolari requisiti attitudinali. (legge n. 68 del 1999)
Pertanto, a livello legislativo non esiste alcuna norma che stabilisca l’incapacità lavorativa o la ridotta capacità in quanto diabetico e nessuna indica il diabete tra le patologie che eventualmente limitano la capacità lavorativa richiesta. Che il soggetto diabetico possa essere discriminato è espressamente escluso, ma la legge stessa lascia immutati i problemi interpretativi in quanto fa salvi “i casi per i quali si richiedono specifici, particolari requisiti attitudinali”. La capacità assoluta non è mai richiesta dalla legge, neppure per attività di particolare impegno, mai per nessuno, e in ogni caso sono le mansioni che si devono svolgere a determinare l’unico criterio di valutazione. La Legge 863/84 permette al datore di lavoro, mediante chiamata nominativa, di scegliere il lavoratore, dunque può non scegliere i soggetti diabetici senza incorrere in alcuna irregolarità. Pensando che l’art. 1 della Legge 115/87 prevede interventi regionali volti ad “agevolare l’inserimento dei diabetici nelle attività scolastiche, lavorative e sportive”, pensando che il buono stato di salute del diabetico può essere garantito attraverso la giusta terapia e può essere dichiarato dai medici, gli interventi possibili non possono essere di carattere giuridico, semmai di altra natura, come di carattere sociale, combattendo i pregiudizi.

Antonio Cabras