Diabete e condizioni cliniche associate

Al diabete tipo 1 si possono associare una serie di condizioni cliniche prevedibili, alcune delle quali evitabili, che sono diventate nel tempo oggetto di particolare attenzione dei Centri di Diabetologia per uno screening tempestivo, a cui poter fare seguire un approccio terapeutico appropriato.
Condizioni autoimmuni associate
Come sappiamo, il diabete di tipo 1 (DM1) è il risultato di un danno delle beta-cellule determinato da una risposta anomala del sistema immunitario che ha come bersaglio il pancreas. A volte questa risposta immunitaria anomala può estendersi ad altri organi, iniziando un processo d’inattivazione simile, clinicamente rilevante, a quello che è stato la causa del diabete. Le principali cause autoimmuni associate sono la celiachia, la tiroidite di Hashimoto, la malattia di Graves, la malattia di Addison (vedere tabelle). La ricerca precoce di queste condizioni permette l’attivazione di terapie e/o interventi che possono preservare tali organi.

CELIACHIA
La celiachia è un’intolleranza alimentare provocata da una risposta autoimmunitaria scatenata dall’ingestione di glutine, una molecola presente nel grano, nell’orzo, nella segale, nell’avena. Questa risposta danneggia il rivestimento di una parte dell’intestino e ne riduce la capacità di assorbire nutrienti. Studi effettuati su popolazioni di bambini con diabete e non, hanno messo in evidenza che i pazienti DM1 sviluppano con più facilità la celiachia. La prevalenza di tale malattia è stimata intorno all’1% di tutta la popolazione generale, ma risulta più elevata nelle persone affette da DM1 (7-10%). I sintomi classici con cui si manifesta sono il ritardo di crescita, il ritardo puberale, le alterazioni dell’alvo e squilibri nel controllo glicometabolico. Tuttavia questa condizione non sempre si manifesta chiaramente e per tale motivo si ricercano i markers specifici (vedi tabella) con un prelievo di sangue; è sufficiente un controllo annuale o secondo parere medico. La terapia prevede l’esclusione dalla dieta di alimenti che contengono glutine. Una dieta completamente priva di glutine normalizza le lesioni intestinali prodotte dalla celiachia e favorisce nel soggetto con diabete un miglior controllo metabolico, oltre a correggere tutte le altre anomalie legate alla malattia. Per valutare che la dieta sia seguita regolarmente è utile effettuare periodicamente la ricerca dei markers che devono risultare negativi.

Crescita e peso corporeo
L’aumento della velocità di crescita in altezza è un fenomeno frequentemente osservabile all’esordio del diabete tipo 1, anche se ancora i motivi non sono stati chiariti. Tuttavia, dopo questo momento iniziale, si è notato, in casi di scarso controllo glicemico, un rallentamento della crescita staturale. Quindi per assicurare il buon accrescimento in altezza è necessario mantenersi in un buon controllo glicemico. Per quanto riguarda il peso, invece, si è notato che esiste una tendenza a ingrassare negli adolescenti con diabete.
Vari fattori possono contribuire a spiegare questo comportamento, tra questi un aumento dei cibi introdotti legato anche a frequenti ipoglicemie che richiedono zuccheri semplici per la correzione, una scarsa attività fisica e un conseguente aumento del fabbisogno insulinico. In particolare le ragazze sembrano essere più a rischio di sviluppare un sovrappeso o un vero e proprio disturbo alimentare. Che cosa fare per evitare queste difficoltà?
Eseguire in primo luogo visite con frequenza costante: il diabetologo valuterà altezza e peso dei bambini/ ragazzi attraverso apposite curve di crescita e potrà verificare eventuali deviazioni dalla norma per età e sesso. Inoltre un aumento dell’emoglobina glicata inspiegabile, può essere segno o di eccessivo e inadeguato apporto alimentare, o di un omissione di terapia insulinica; segnali di allarme di un possibile iniziale disturbo dell’alimentazione.

Anna Maria Cester
Martina Biagioni
Centro di Endocrinologia
e Diabetologia Pediatrica,
Università Politecnica delle Marche, Ancona


TIROIDE AUTOIMMUNE DI HASHIMOTO CON IPOTIROIDISMO
La Tiroidite autoimmune o di Hashimoto (TH) è – dopo la celiachia – la più frequente fra le patologie endocrine autoimmuni. È diagnosticata tramite auto-anticorpi, dosati su un prelievo di sangue. Si riscontra nell’1,2% della popolazione pediatrica generale e nel 4,0 % dei pazienti con diabete in età pediatrica. Si manifesta clinicamente con un rallentamento generale delle funzioni del bambino, scarsa attenzione, eccessiva affaticabilità. Tuttavia i segni clinici sono spesso tardivi, ed è per questo che è consigliato eseguire il dosaggio degli auto-anticorpi una volta l’anno. In caso di malattia, l’utilizzo di terapia sostitutiva, riporta la situazione alla normalità.
MALATTIA DI GRAVES
La malattia di Graves, rara in età pediatrica, è caratterizzata da agitazione, perdita di peso, insonnia, ipertermia e, nel soggetto con diabete, aumento del fabbisogno insulinico. La diagnosi si basa sulla presenza di elevati livelli degli ormoni tiroidei (FT3 e FT4, mentre il TSH è soppresso), anticorpi anti-recettore del TSH.
MALATTIA DI ADDISON
L’insufficienza surrenalica cronica è condizione rara nel bambino (0,01 %; 14 casi su 100 mila); nella maggior parte dei casi è di origine autoimmune ed è dovuta alla presenza di auto-anticorpi diretti contro la corteccia surrenalica. La frequenza tra i pazienti con diabete è più alta rispetto alla popolazione generale, pur rimanendo modesta (0,8% di tutti i pazienti). Nel bambino con diabete, l’insufficienza surrenalica deve essere sospettata in presenza di una progressiva e grave astenia a cui si associa un ridotto fabbisogno insulinico.