Attenzione alle malattie da raffreddamento!

Avvertenze, suggerimenti e precauzioni per un periodo insidioso dell’anno
È arrivato l’inverno e, come sempre, aumenta il lavoro per il pediatra: i bambini infatti sono quelli più colpiti dalle malattie da “raffreddamento” con interessamento sia delle alte vie respiratorie (nasofaringe e di conseguenza anche orecchio, laringe, trachea) che delle basse vie respiratorie (bronchi, polmone) e sono quelli che risentono di più dell’ondata epidemica dell’influenza. Anche il frequentare per diverse ore al giorno una comunità come può essere la scuola, aumenta i contatti tra i bambini ed aumenta il rischio di ammalarsi. I bambini con diabete si ammalano nello stesso modo e con la stessa frequenza dei bambini senza diabete e vanno dunque curati nella stessa maniera. I farmaci normalmente usati per queste malattie come gli antibiotici, gli antipiretici e gli antinfiammatori non presentano alcuna controindicazione per i bambini con diabete.
Le urgenze respiratorie come l’asma bronchiale o la laringite possono essere dovute ad una causa infettiva e/o una causa allergica: l’intervento con la terapia aerosolica e i cortisonici è d’obbligo e i genitori di un bambino o di un adolescente  non devono avere alcuna remora ad usarli. Il fatto poi che il cortisone abbia un effetto iperglicemizzante non deve spaventare perché il rialzo della glicemia non è molto elevato, non è duraturo e comunque possiamo sempre intervenire con dosi supplementari di insulina prontaIl cortisone, infatti, fa parte di quegli ormoni “controinsulari” che contrastano l’effetto dell’insulina e pertanto causano iperglicemia. Ricordiamoci che in tutte le situazioni da stress (e queste patologie di cui stiamo parlando lo sono) vi è un aumentata produzione di altri ormoni controinsulari come l’adrenalina e pertanto c’è iperglicemia. In un bambino diabetico con un buon controllo metabolico, occasionali aumenti della glicemia non devono spaventare e non devono far pensare alle temibili complicanze a distanza. In corso di malattia respiratoria o anche solo quando compare febbre (che nei bambini avviene frequentemente) bisogna sicuramente aumentare il numero dei controlli della glicemia e fare dei controlli sulle urine per verificare la presenza o meno di acetone. Avere attualmente a disposizione l’analogo dell’insulina tipo aspart, rende le cose più semplici e sicuramente più controllabili: in tutte le situazioni di scompenso metabolico con glicemia alta, glicosuria e acetone, si può intervenire con piccole dosi di insulina aspart (che agisce subito) ogni 2 – 4 ore in aggiunta alla terapia insulinica normalmente praticata. Un problema che si può avere, soprattutto con i bambini più piccoli, è la comparsa di vomito dopo accessi di tosse, o comunque in corso di febbre; in questo caso si ha il problema opposto: può comparire  acetone e ipoglicemia perché il bambino non riesce a mangiare. Per fortuna abbiamo a disposizione gli zuccheri semplici e i succhi di frutta, che bisogna somministrare in poca quantità e spesso! Infatti, anche se in queste situazioni si possono ridurre le dosi di insulina, non si deve mai sospendere la terapia insulinicaL’importante, credo, è non farsi prendere dal panico: tutti i genitori davanti ad un bambino sofferente si spaventano, a maggior ragione i genitori di un bambino con diabete. Seguendo le istruzioni che sicuramente il pediatra diabetologo ha, a suo tempo, dato, si può evitare un ricovero in ospedale ed ulteriore stress al bambino. Per concludere, ricordo che è tempo di vaccino antinfluenzale: a parte il fatto che per i diabetici , sia grandi che piccoli, è gratuito, è sempre meglio farlo. Non è traumatico (una sola puntura per via intramuscolare nel braccio), è efficace sino al 90% dei casi e comunque il rimanente 10% prenderà l’influenza in forma  più blanda.

 

Anna Maria Marinaro
Clinica Pediatrica Università di Sassari