Anche l’emoglobina glicosilata cambia con le stagioni

Le variazioni stagionali sono legate alle modificazioni indotte nel fabbisogno insulinico dai diversi livelli di attività fisica, praticata più spesso e più a lungo a partire dalla primavera e durante l’estate
La presa in carico della gestione domiciliare del diabete da parte della famiglia e del bambino  implica una corretta gestione della terapia insulinica, dell’alimentazione e dell’attività fisica. È noto che le dosi di insulina possono variare in funzione dell’apporto di carboidrati e dell’intensità di attività fisica praticata. Inoltre, esistono degli aspetti peculiari della terapia insulinica, ampiamente conosciuti, come la riduzione del fabbisogno insulinico durante la fase di remissione (luna di miele) o il suo aumento durante la pubertà. E’ noto, infine, che in corso di malattie intercorrenti le richieste di insulina generalmente aumentano. Accanto a questi fenomeni, ben conosciuti da medici, genitori e pazienti, esistono variazioni cicliche stagionali del fabbisogno insulinico e dei livelli di emoglobina glicosilata meno conosciuti ai più ma frequentemente dibattuti nella letteratura medica. In particolare viene descritta e ben documentata una riduzione del fabbisogno insulinico durante i mesi primaverili con successivo aumento durante i mesi autunnali. Analogo fenomeno viene descritto per i livelli di emoglobina glicosilata che, dopo la riduzione primaverile, raggiungono il nadir in estate per poi risalire durante l’autunno. Assume poi una enorme importanza l’osservazione che durante i mesi primaverili sono più frequenti le ipoglicemie. Tali variazioni stagionali sono legate alle modificazioni indotte nel fabbisogno insulinico dai diversi livelli di attività fisica, praticata più spesso e più a lungo a partire dalla primavera e durante l’estate. Le modificazioni nell’alimentazione, indotte dalla disponibilità di prodotti di stagione e quindi da un diverso apporto di carboidrati, hanno probabilmente un ruolo importante. La ripresa dell’attività scolastica in autunno, la maggiore sedentarietà per la necessità di svolgere a casa i compiti assegnati e la minore durata delle giornate in autunno e in inverno contribuiscono ad aumentare il fabbisogno insulinico.
Per chi pratica correttamente l’autocontrollo domiciliare è importante conoscere questi fenomeni per evitare una troppo lenta riduzione delle dosi di insulina in primavera con conseguente aumento del numero di ipoglicemie.
In autunno sarà bene ricordare che per i suddetti motivi, specialmente con la ripresa della scuola e con l’arrivo del freddo, le dosi di insulina andranno tempestivamente aumentate in maniera da prevenire troppo frequenti iperglicemie con conseguenti elevati livelli di emoglobina glicosilata. Anche i pediatri diabetologi devono tener conto di tali variazioni stagionali in modo da ponderare il loro intervento terapeutico ed educativo. Bisogna mettere ben in evidenza alle famiglie e ai pazienti l’esigenza di ridurre le dosi di insulina in primavera in modo da evitare le ipoglicemie. Allo stesso modo è necessario insistere sulla necessità di un tempestivo aumento delle dosi di insulina in autunno coerentemente con i risultati dell’autocontrollo domiciliare. Infine è opportuno, da parte del medico,  tener conto della variazione stagionale dell’emoglobina glicosilata nell’interpretare i risultati  ottenuti dal paziente. Non sempre una riduzione primaverile dell’emoglobina glicosilata è il risultato di modifiche apportate dal diabetologo o di una maggiore attenzione da parte del paziente all’autogestione. D’altra parte, nell’esprimere un giudizio sui livelli di emoglobina glicosilata ottenuti durante l’autunno, il diabetologo dovrà considerare le maggiori difficoltà “stagionali”. Infine, tali variazioni andranno considerate nell’interpretazione dei risultati ottenuti negli studi clinici soprattutto se di breve durata.

 

Stefano Tumini
Maria Teresa Anzellotti
Servizio Regionale di Diabetologia Pediatrica
Clinica Pediatrica – Chieti